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Inserita in Cultura il 29/08/2017 da Direttore

Calatafimi Segesta Festival, domani Orestea al Teatro Antico

Calatafimi
L´Orestea di Eschilo con l´adattamento e la regia di Giuseppe Argirò mercoledì 30 agosto alle 19,15 al Teatro Antico di Segesta. Un altro appuntamento coi classici al tramonto per il Calatafimi Segesta Festival – Dionisiache 2017, la manifestazione organizzata dal Comune di Calatafimi Segesta in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo.

Il passato esercita un’attrazione irresistibile, infatti le nostre radici affondano in una cultura immortale: i classici ci parlano da lontano e spiegano il presente. L’eternità della tragedia consiste nella sua contemporaneità. L’Orestea sancisce non solo la nascita della storia teatrale, ma della messa in scena come specchio della civiltà. L’archetipo dell’eterna lotta tra il maschile e il femminile si concretizza in un conflitto universale tra matriarcato e patriarcato, materializzandosi nelle figure di Clitennestra e Agamennone. Le solitudini dei diversi personaggi trovano conforto nella scrittura sublime di Eschilo. L’intera trilogia, l’unica a noi pervenuta, è stata condensata in 75 minuti, mantenendo comunque intatta l’azione scenica, più evidente nell’Agamennone e legata alla vendetta nelle Coefore. La parte dibattimentale delle Eumenidi è stata interamente affidata al personaggio di Atena. La tessitura drammaturgica è scandita dai capitoli che confermano la serialità della tragedia e ne aumentano la dimensione epicizzante. L’ambientazione è volutamente borghese, nella ricostruzione di un interno che racconta le vicende familiari degli Atridi: il ghenos è infatti il nucleo originario della colpa che si tramanda senza pietà di padre in figlio e costituisce l’essenza stessa della tragedia classica rispetto alla modernità. Il conflitto degli opposti inconciliabili esplode in una sequenza di omicidi parentali che sembrano affollare le cronache contemporanee. Si intrecciano così vendette ed esecuzioni sommarie che anticiperanno, grazie al futuro teatro di Seneca, le più buie atmosfere shakespeariane. La drammaturgia eschilea è viva e di forte impatto emotivo, in virtù di una scelta stilistica condivisa con un cast di attori straordinari che prosciugano il testo, privandolo di ogni retorica, stilizzandone alcuni momenti, scegliendo una parola rarefatta e profondamente poetica. Il coro, testimone degli eventi, è composto da due elementi che rappresentano la comunità di Argo: il vecchio, depositario della memoria collettiva e la giovane che nutre ancora speranza per il ritorno del re dalla terribile guerra di Troia. Agamennone e Oreste sono impersonati dallo stesso attore, traslando ciò che avviene normalmente con Elettra, che assume su di sé la memoria del padre. Questa volta è il figlio a rivestire le sembianze paterne, realizzando la vendetta e precorrendo Amleto, come sintetizza Pirandello nelle pagine de Il fu Mattia Pascal. Cassandra ci appare come una visionaria, dilaniata dalle bugie delle visioni, che preconizza un futuro di devastazione, adatto a uno scenario postbellico. Il linguaggio si mantiene alto e viene volutamente contaminato con reviviscenze dialettali solo in occasione dell’arrivo del messaggero, che evoca scenari bellici e definisce così la condizione del reduce. L’ultima parte dello spettacolo si concentra sul mito fondativo della democrazia, consegnata da Atena all’intera umanità. La parola teatrale definisce così il passaggio dallo stato di natura allo stato di diritto, affermando la condivisione della norma come fondamento del consorzio civile.
La scena racconta la vita e supera così l’imperfezione degli esseri umani.

Con:
Renato Campese, Cinzia Maccagnano, Maurizio Palladino, Cristina Fioretti, Silvia Siravo, Alberto Caramel, Silvia Falabella

Aiuto regia: Marta Cirello
Grafica: Sara Angelucci
Proiezioni: Claudio Ammendola
Arredi: Latti Scenografie
Ufficio Stampa: Brizzi Comunicazione
Foto: Tommaso Le Pera

 

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Giorgio pACE su Oggi il Decreto del Ministero sulla ´Campagna di pesca del tonno rosso – Anno 2019´. A Favignana si torna a pescare:
Gradirei essere aggiornato in previsione di condurre Gruppi di Soci CAI (Club Alpino Italiano) ad assistere, come ho già fatto alcuni anni prima della chiusura, alle attività della pesca, dalla calate delle reti, alla lavorazione. Grazie, cordiali saluti e Buona Pasqua. Giorgio Pace


Antonio su VIII GRANFONDO DELLE VALLI SEGESTANE:
Da 3 anni che partecipiamo a questa gara e ogni anno è sempre un´emozione incredibile, la gara è abbastanza dura ma la bellezza del paesaggio e gli innumerevoli single track, sono la ricompensa alla fatica. Una Granfondo diversa che ogni appassionato dovrebbe fare.


Ignazio Pollina su Lettera agli ex studenti di Salvatore Agueci:
Ovviamente grazie per il pensiero, porto con me dei bei ricordi soprattutto dell´ultimo anno 95/96. Con affetto.


Carmelo De Rubeis su Gelarda (Lega): ´Orlando veloce a iscrivere migranti all´anagrafe, con le vittime palermitane di racket e usura invece sonnecchia´:
grandissima verità - anche perchè, non può esser solo un caso, che tra Orlando e Falcone, a suo tempo, non scorresse buon sangue!


Vincenzo su Tagli vitalizi, Mancuso (FI): ´Dal M5S infinita ipocrisia verso Miccichè´:
Di quale onestà parla questo signore, di quale legge parla, quella che si sono fatta loro stessi per prendete un sacco di soldi senza far nulla. Questo signore se fosse veramente onesto dovrebbe parlare di disonestà intellettuale. Se fosse onesto per la sua dichiarazione dovrebbe dimettersi assieme al suo amico Miccichè. Tanto per quello che producono potrebbero benissimo starsene a casa.


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