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Inserita in Cultura il 20/06/2018 da Direttore

BCsicilia a Siracusa per le tragedie greche e visite guidate a Ortigia greca, Museo Archeologico e Museo del Papiro

BCsicilia
BCsicilia e ATC, l’Associazione che viaggia, saranno a Siracusa in occasione delle Rappresentazioni classiche che si tengono al teatro greco. Previste inoltre una serie di visite guidate a Ortigia greca, al Museo Archeologico e al Museo del Papiro. La data è sabato 23 e domenica 24 Giugno 2018, la partenza da Palermo e da Termini Imerese. Nella mattinata arrivo a Siracusa e successivamente a Ortigia, la parte più antica della città che rappresentò, in epoca greca, il centro politico e religioso della città. Infatti nell’isola venne edificata la Via Sacra e il Palazzo del Tiranno, ovvero la sede del potere politico dei governanti siracusani. La visita dei monumenti greci di Ortigia inizia dal Tempio di Apollo. E’ databile all’inizio del VI secolo a.C. ed è il tempio dorico più antico della Sicilia, il primo corrispondente al modello che si andava affermando in tutto il mondo ellenico di edificio periptero con colonne di pietra. Il tempio misura 55,36 x 21,47 metri, con una disposizione di 6 x 17 colonne di proporzione piuttosto tozza. Rappresenta, nell’occidente greco, il momento di passaggio tra il tempio a struttura lignea e quello completamente lapideo, con fronte esastilo ed un colonnato continuo lungo il perimetro che circonda il pronao e la cella divisa in tre navate con due colonnati interni, più snelli, posti a sostegno di una copertura a struttura lignea di difficile ricostruzione. Sul retro della cella si trovava un vano chiuso (adyton) tipico dei templi sicelioti. L’edificio fu trasformato durante le successive epoche storiche e in parte danneggiato. La visita procede con il Tempio di Atena, un edificio di ordine dorico eretto nel V secolo a. C. e fatto edificare, secondo gli storici, dalla dinastia tirannica dei Dinomenidi provenienti da Gela. Si ritiene che la costruzione del tempio sia avvenuta nel V secolo a.C. a seguito alla vittoria contro i Cartaginesi nella battaglia di Himera. L’Athenaion era un tempio periptero esastilo (sei colonne in facciata) con 14 colonne sui lati lunghi, rispondente, nelle proporzioni al canone classico elaborato nella madrepatria greca. Le misure complessive erano di 22 x 55 m. Il peristilio circondava una cella con pronao ed opistodomo, entrambi con due colonne in antis. Il tempio fu riutilizzato come luogo di culto cristiano ed attualmente gli elementi costruttivi residui si trovano inglobati nelle strutture murarie del Duomo di Siracusa. Attualmente ne restano visibili, sul fianco sinistro del duomo, alcune colonne e lo stilobate sul quale esse poggiavano, in calcare locale. All’interno sono altresì ben visibili 9 colonne del lato destro del periptero e le due antistanti la cella. Si visita poi l’Artemision detto anche Tempio di Artemide o Tempio Jonico, del VII sec. a. C. e si trova in via Minerva, sotto il Palazzo del Senato. E’ un raro esempio in Occidente: si tratta di un primitivo tempio in stile ionico che presenta similitudini architettoniche con alcuni grandi templi dell’Asia Minore. Si pensa risalga al periodo dei Gamoroi, i discendenti dei primi coloni greci di Corinto giunti a Siracusa, che governavano la città al tempo della costruzione. Sono superstiti i frammenti di un enorme capitello e la parte inferiore di una colonna, che ha la caratteristica di essere rivestita, fino a una certa altezza, da una fascia non scanalata, nella quale dovevano trovare posto dei bassorilievi. La tradizione, raccolta da Pausania, vuole che Archia, prima di partire per fondare la colonia, interpellasse l’oracolo di Delfi che così gli rispose: “Un’isoletta, Ortigia, in mezzo al fosco mare ne sta, di contro alla Trinacria, ove la bocca sgorga dell’Alfeo, mista alla polla d’Aretusa bella”. La Fonte Aretusa è uno specchio d’acqua nell’isola di Ortigia, nella parte più antica della città. Qui è ambientato la nascita del mito dell’amore tra la ninfa Aretusa e del dio Alfeo, figlio di Oceano. Il fascino visivo di una fonte d’acqua dolce che giunge per via sotterranea sino all’isola per poi riversare le sue acque in mare, ha certamente colpito molti poeti e scrittori come Pindaro, Ovidio, e tanti altri. Nel pomeriggio è prevista la partecipazione alla Rappresentazione classica: Eracle di Euripide.
Il giorno successivo si terrà la visita guidata al Museo Archeologico “Paolo Orsi” tra i più importanti e prestigiosi d’Europa per la qualità e la quantità dei reperti contenuti. Istituito per decreto regio nel 1878 è oggi è ubicato presso la nuova sede di Villa Landolina e intitolato al grande archeologo Paolo Orsi, che ne fu il direttore per oltre trent´anni e al quale si devono importantissime scoperte e ritrovamenti. La costruzione è immersa in un immenso parco verde d’interesse archeologico e storico per la presenza, per esempio della tomba del poeta tedesco Augusto von Platen. La struttura, a forma di margherita, è composta di tre settori disposti attorno ad un corpo centrale e si sviluppa in tre piani: il seminterrato destinato ad Auditorium, dove è possibile assistere alla proiezione di documentari propedeutici alla visita, e i due piani superiori destinati agli spazi espositivi. L’esposizione museale è articolata in quattro settori A, B, C e D. Nel settore A sono esposte rocce, faune e fossili dell’Era Quaternaria, tra cui i calchi di due elefantini nani, e una ricca serie di manufatti che vanno dall’età Paleolitica e Neolitica a quella Storica. Il settore B è dedicato alle colonie greche di Sicilia e vi si custodiscono vasi, bassorilievi, elementi architettonici di terracotta e pietra che facevano parte dei templi, nonché importanti statue come quella del Kouros di Lentini risalente al V secolo a.C. Il settore C è dedicato invce alle sub-colonie di Siracusa, quali Eloro, Akrai, Casmene e Camarina, oltre che dagli scavi eseguiti nei territori di Gela e Agrigento. Di notevole interesse sono la serie dei corredi, gli ex voto e le inconfondibili ceramiche attiche a figure nere e rosse. Il settore contiene tutti i materiali che vanno dall’età Ellenistica a quella Romana. Il percorso si snoda tra statuaria, pezzi architettonici, forme ceramiche, prodotti dell’artigianato siracusano, provenienti dall’abitato e dalle necropoli, che documentano i vari aspetti della vita e della società di una grande città ellenistica del Mediterraneo. Da segnalare, oltre alla Venere Anadiomene e la Venere Landolina, la bella serie di ritratti di età romana e la scenografica esposizione delle urne cinerarie delle necropoli urbane di III-II sec. a.C., e il sarcofago di Adelphia.
Nel pomeriggio è prevista la visita guidata al Museo del Papiro che si occupa dello studio, della conservazione e della divulgazione delle testimonianze della cultura del papiro, ed è l’unico esistente dedicato interamente all’antica pianta e ai suoi usi. Il Museo svolge attività di recupero di manufatti e di documentazione sull’uso del papiro tra le diverse popolazioni, nonché attività di ricerca i cui risultati hanno fornito un concreto contributo alla soluzione di molti quesiti che vanno dall’origine del papiro alla salvaguardia dei papiri del fiume Ciane (Siracusa), dalla valorizzazione delle tradizioni storiche legate al papiro agli studi sulle antiche tecniche di manifattura e al trattamento e conservazione dei documenti papiracei. L’esposizione museale è divisa in varie sezioni, nelle quali è possibile ammirare: papiri dal XV secolo a.C. all’VIII secolo d.C.; frammenti di papiri e di materiali lignei carbonizzati nell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.; papiri prodotti a Siracusa dal XVIII secolo; manufatti in papiro (recipienti, sandali, corde, stuoie, ecc.); barche di papiro provenienti dai laghi Tana e Zwai (Etiopia) e dal lago Ciad; strumenti e materiali scrittori; un erbario contenente ombrelle di Cyperus papyrus L. raccolte lungo il Nilo, nel lago Ciad, nel lago Hula (Israele) e in Sicilia; una documentazione sulle origini del papiro e sulla manifattura della carta di papiro a Siracusa e in Egitto; decorazioni parietali egizie che illustrano il papiro e documentano gli usi che di esso si facevano. Inoltre, il Museo del Papiro è promotore del “Progetto di Restauro dei Papiri in Egitto”. La visita è un’esperienza istruttiva e piacevole, che consente al visitatore di vivere la storia del papiro attraverso i secoli. Successivamente partecipazione alla Rappresentazione classica: Edipo a Colono di Sofocle. Per informazioni ed iscrizioni Tel. 091.8112571 – 346.8241076.

 

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carlo su Governo riferisca in aula su crisi Riscossione Sicilia:
Salve,guarda caso L´On.Cracolici si accorge proprio adesso della situazione di Riscossione Sicilia e non durante il precedente governo regionale quando era assessore regionale.Forse no ricorda quando una nostra delegazione lo ha incontrato prospettandogli la situazione in cui versava la società.Io al suo posto mi vergognerei.


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GIUSEPPE MIGNACCA su AIC Sicilia, Giuseppina Costa e gli sviluppi che avrà sulla popolazione celiaca siciliana il “decreto Razza”:
Spero i medici di base saranno informati di questo protocolo, io ho dovuto pagare per un follow.up richiestomi dalla asl dopo il controllo annuale.


Angelo Carollo su Per far ripartire Trapani non servono sogni, investimenti mastodontici ma serve avere una strategia:
Ricordatevi che se vi promettono il ponte fate attenzione che sotto ci sia il fiume altrimenti avranno la scusa facile per giustificare la promessa non mantenuta


Angelo Carollo su Per far ripartire Trapani non servono sogni, investimenti mastodontici ma serve avere una strategia:
D´accordo con la Signora Monica. Invece Signora Mariarosa tutti faranno di tutto per mantenere lo scalo ma chi ha facoltà decisionale in quello non è di certo il comune di Trapani. Siamo di fronte ad una politica regionale che mira ad accrescere i grossi centri. Di certo nessuno mollerà la questione ma chi le prometterà l´aeroporto stia tranquilla che non ha i poteri per mantenere la promessa.


MR WILLIAMS su IPAB: UGL “IERI SIT-IN, SIAMO CON I LAVORATORI ”:
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Mirko Rimessi su L’A.S.D. Polisportiva Saline Trapanesi alla 2^ Placentia Roller Half Marathon:
Ciao, la foto usata è di libero utilizzo (è nostra come organizzatori della gara di Ferrara) vi chiedo però di inserire l’autore Isabella Gandolfi.


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