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Inserita in Nera il 28/02/2013
da redazione
Don Michele di Stefano ucciso a bastonate: ma da chi?
Le uniche certezze sull’omicidio di Don Michele Di Stefano, ucciso nella notte tra lunedì e martedì, sono che a casa del parroco tutto era in ordine. Il resto rimane avvolto nel giallo e, sebbene alcuni elementi sono tangibili, molti altri devono ancora essere raccolti e racchiusi all’interno delle indagini immediatamente avviate dai Carabinieri del reparto operativo del Comando Provinciale di Trapani e coordinate dal Pm Massimo Palmeri che ieri ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima.
Sulla scena del delitto manca il portafogli di don Michele, originario di Calatafimi, anche se chi lo conosce bene sa che il parroco era solito portare i soldi in tasca, ma sono presenti alcuni dettagli piccoli come le schegge di legno trovate e repertate dalla scientifica intorno al letto dove Don Michele è stato trovato avvolto nelle coperte e col cranio fracassato dal cognato inviato dalla sorella che lo attendeva per pranzo.
E’ dunque probabile che qualcuno lo abbia ucciso a bastonate dopo aver forzato la finestra che si affaccia sulla parrocchia ed essere entrato dal retro dell’appartamento sicuro di trovarlo già a letto. Ma chi? E perché? A cercare risposte sul caso ci provano anche i Ris giunti da Messina che da martedì stanno setacciato ogni millimetro quadrato della canonica e delle zone vicine al luogo dove si è consumata la tragedia. I Carabinieri di Trapani, nel frattempo, hanno ascoltato alcuni testimoni, amici e parenti della vittima, fratello dell’ex sindaco di Calatafimi, e che ad ottobre avrebbe compiuto 80 anni. Si cerca nel presente e soprattutto nel passato dell’anziano sacerdoteche per 42 anni ha retto la parrocchia di Fulgatore e da tre anni e mezzo si era insediato ad Ummari. Tutto ed il contrario di tutto, in questo momento, potrebbe diventare un’ipotesi valida per portare avanti le indagini aperte a 360°. E se la pista della rapina degenerata in omicidio era stata la prima a segnare il passo delle investigazioni, adesso sulla corsia preferenziale viaggiano altre possibilità. Viaggia il passato di un prete di campagna scritto tra messe e processioni religiose ma non solo.
E’ possibile che Don Michele, amato e stimato dalle due comunità che ha accompagnato come pastore di Dio, avesse avuto un incontro particolare, magari con la stessa pecora nera, senza nome e senza volto, che oggi è ricercata. Almeno per il momento. Il primo ad avere fiducia sulla risoluzione del caso è il sindaco di Trapani che in una nota fa sapere «Sono sicuro conoscendo le capacità professionali degli appartenenti all'Arma dei carabinieri, che presto sarà individuato ed assicurato alla giustizia il responsabile, ed eventuali complici, dell'atto di bestialità ».
E mentre la comunità civile e religiosa si stringe attorno al dolore dei familiari della vittima continuano ad arrivare, dopo quello del Mons. Plotti, messaggi di cordoglio fra tutti quello di Peppe Poma: «A nome mio personale e dell’intero Consiglio Comunale di Trapani desidero esprimere il più vivo cordoglio per la tragica morte di don Michele Di Stefano, parroco di Ummari, uomo di chiesa conosciuto e stimato per le sue doti umane». Intanto i funerali di don Michele Di Stefano sono stati previsti per venerdì 1 marzo alle ore 09.30 presso la Chiesa del Crocifisso di Calatafimi-Segesta
M.A.
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