Home    Politica    Cronaca    Salute    Un caffè con...    Sport    Nera    Economia    Cultura    Tempo libero    Gusto    Turismo    Contatti
 
 
 

Inserita in Cronaca il 04/06/2026 da ALESSANDRA GIANNOLA

Social Media e Disagio Giovanile: Quando il Grido di Aiuto Diventa uno Spettacolo

Social
E quando invece va in scena la vita: il teatro come spazio di riscatto
Riflessioni per chi lavora con minori in situazione di fragilità
Nina Grillo, Responsabile Comunità San Paolo, Terraferma Società Cooperativa.
Coordinatrice del Progetto generazione zeta-finanziato dalla UE- NextGenerationEU.
PNNR M5C3-Investimento 1.3-Intervento socio-educativi strutturati per combattere la povertà educativa nel Mezzogiorno a sostegno del Terzo Settore.
30 Maggio 2026

Due scene. La stessa Sicilia.
Negli stessi giorni di maggio 2026, a pochi chilometri di distanza, la Sicilia ha offerto al mondo due immagini opposte di quello che accade quando un ragazzo in difficoltà non trova — o trova — un adulto capace di vederlo.
La prima scena: un giovane di 26 anni si toglie la vita ad Alcamo trasmettendo il proprio gesto in diretta social. Un bambino di 11 anni tenta di aggredire il suo insegnante a San Vito Lo Capo, riprende tutto su Telegram, e la notte prima aveva scritto su TikTok: "non incolpatemi per quel che farò tra 4 ore". Due grida nel vuoto. Due richieste di essere visti che non hanno trovato risposta in tempo.
La seconda scena: i ragazzi della Comunità San Paolo — adolescenti che vengono dallo Zen di Palermo, dalla periferia, da quartieri dove le opportunità raramente bussano — salgono su un palcoscenico vero a Gibellina, capitale dell´arte contemporanea 2026. Con i loro corpi, le loro emozioni, le loro paure trasformate in danza. Visibili. Reali. Visti.
La differenza non stava nei ragazzi. Stava negli adulti intorno a loro.

C´è qualcosa di profondamente umano nel bisogno di essere visti. I bambini lo sanno da sempre: quando nessuno guarda, alzano la voce. È un meccanismo primario, scritto nella biologia dell´attaccamento: esisto se qualcuno mi vede.
Ma cosa succede quando questo sguardo non arriva? Quando un ragazzo cresce in una casa dove gli adulti sono fisicamente presenti ma emotivamente assenti? Quando la scuola valuta le competenze ma non riconosce la persona? Quando il quartiere non offre spazi di appartenenza autentica?
Il vuoto non rimane vuoto. Si riempie. E oggi si riempie di schermi.
Il ventiseienne di Alcamo aveva un figlio di due anni. Una vita, quindi. Ma anche — probabilmente — un´assenza di rete, di radici, di qualcuno che quella sera stesse davvero guardando. E allora ha acceso la diretta. Non per fare spettacolo: per non morire da solo nel silenzio. Per dire, un´ultima volta, ci sono, esisto, guardate.
L´undicenne di San Vito Lo Capo ha scritto di notte su TikTok, quando i bambini dovrebbero dormire ma invece digitano nel buio messaggi che nessun adulto leggerà in tempo. "Non incolpatemi per quel che farò tra 4 ore." Era una richiesta d´aiuto. Un bambino che dava ancora una possibilità agli adulti di fermarlo. Nessuno lo ha fermato.
I social media non sono la causa del disagio: ne sono l´amplificatore e, sempre più spesso, il palcoscenico. Il gesto estremo viene pianificato, comunicato, trasmesso. Non è impulsività: è comunicazione distorta di un bisogno reale e urgente. Il bisogno di esistere nell´occhio di qualcuno, anche a quel prezzo.

I dati italiani più recenti parlano chiaro. Il 51,4% degli studenti soffre in modo ricorrente di ansia o tristezza prolungata. Circa 200.000 giovani vivono quasi totalmente isolati nelle proprie stanze. 1 adolescente su 5 ha pensato almeno una volta di farsi del male. Il 54% si sente solo. E — dato forse più inquietante di tutti — il 31% afferma di sentirsi più compreso dall´intelligenza artificiale che dalle persone reali.
Non è un dato sui social. È una dichiarazione di fallimento relazionale. I ragazzi preferiscono un algoritmo perché non giudica, non stanca, non se ne va. Questo ci dice qualcosa di scomodo su di noi adulti. Non sulle piattaforme. Su di noi.
Un´indagine su oltre 330.000 giovani in 43 paesi ha confermato che i livelli più elevati di utilizzo problematico dei social sono associati a un minore benessere — e che i ragazzi provenienti da contesti svantaggiati subiscono danni significativamente maggiori. Il vuoto relazionale non resta mai neutro: viene occupato. La domanda è sempre la stessa: da chi?

Mentre accadeva tutto questo, i ragazzi della Comunità San Paolo erano a Gibellina con il maestro Virgilio Sieni.
Gibellina conosce bene il peso di ricostruire qualcosa di vivo dalle macerie. Sa cosa vuol dire fare arte là dove c´era dolore. Ed è esattamente questo il sapere di cui i nostri ragazzi avevano bisogno: che dalla propria storia difficile si può costruire, che il disagio può diventare materia viva invece che peso da cui fuggire.
Virgilio non li ha valutati. Non ha chiesto loro di essere già qualcosa. Ha chiesto solo che ci fossero — con i loro corpi, le loro paure, il peso che portano dentro ogni giorno — e ha mostrato loro che quel peso poteva diventare gesto, movimento, presenza. Ha visto le loro potenzialità prima che loro riuscissero a vederle. Questa è la forma più alta di cura che un adulto possa offrire a un ragazzo che ha smesso di crederci.
Il teatro danza non richiede di essere bravi in anticipo. Richiede di esserci. Per ragazzi abituati a sentirsi fuori posto ovunque, trovare uno spazio in cui la propria presenza non solo è tollerata ma è necessaria, cambia qualcosa in profondità. Non è intrattenimento. È riconoscimento. È una cerimonia — nel senso più antico del termine — in cui ogni ragazzo viene visto, toccato dallo sguardo degli altri, riconosciuto come essere umano capace di bellezza.

Il palcoscenico vero contro il palcoscenico digitale
C´è una differenza enorme tra i due palcoscenici.
In quello digitale il ragazzo è solo. La risposta è imprevedibile, spesso crudele, sempre fuori controllo. Il gesto si cristallizza nell´eterno presente di internet, viene condiviso, commentato, deriso o mitizzato.
In quello teatrale il ragazzo non è solo. È parte di una collettiva. C´è qualcuno che lo guarda crescere, non solo crollare. C´è un processo — prove, errori, cadute, risalite — che insegna che il fallimento non è la fine ma parte del percorso. E c´è un momento in cui tutto quello che si è costruito diventa gesto davanti a una platea che tace e poi applaude.
Quell´applauso non è uguale a un like. Un like svanisce nel feed. Un applauso rimane nel corpo — nelle mani, nella pelle, nel petto. È una risposta umana, calda, irreversibile.
Erano ragazzi che, fino a un mese prima, non si sarebbero mai immaginati su quel palco. Che forse non si sarebbero mai immaginati abbastanza — abbastanza bravi, abbastanza degni, abbastanza visibili. E invece erano lì. Con le loro emozioni e la loro storia trasformata in vita.

Quello che il teatro sa fare

Il teatro — ogni pratica artistica vissuta collettivamente con un adulto capace di stare — agisce su livelli che nessuna piattaforma può raggiungere. Restituisce il corpo come luogo di valore, non di vergogna. Costruisce tolleranza alla frustrazione, al contrario della gratificazione immediata dei social. Crea appartenenza reale: salire su un palco insieme crea legami che non si dimenticano. Offre un adulto incarnato — non un algoritmo, ma qualcuno in carne e ossa che non sparisce quando si chiude l´app, che ha scelto di stare. E produce un´esperienza di bellezza: per chi è cresciuto in contesti di deprivazione, la bellezza non è un lusso. È un diritto. È una medicina.

I casi di cronaca siciliani non sono anomalie. Sono il punto di emersione di un disagio che scorre silenzioso sotto la superficie di molte vite giovanili, invisibile agli adulti finché non esplode — o finché non viene trasmesso in diretta.
Ma nella stessa Sicilia, negli stessi giorni, altri ragazzi con storie altrettanto difficili stavano potendo scegliere un palcoscenico diverso. Non uno schermo. Un teatro. Non una diretta di dolore. Una cerimonia di vita.
Non serve un teatro di fama mondiale. Serve un Virgilio. Serve un adulto che ci creda prima che i ragazzi ci credano. Che tenga lo spazio anche quando è difficile. Che sappia aspettare il momento in cui un ragazzo che non si era mai immaginato degno di un palcoscenico si ritrova lì — e scopre che il mondo non crolla, che la gente applaude, che lui esiste e vale.
Perché il grido di aiuto che finisce in diretta è sempre preceduto da tanti sussurri che nessuno ha raccolto.
Il nostro lavoro comincia lì: nel raccogliere i sussurri. E poi — quando il tempo è giusto — nel portare quei ragazzi in scena.

 

ALTRE NOTIZIE

“DONNE CONTRO…”: A CASTELVETRANO GLI STUDENTI RACCONTANO IL CORAGGIO DELLA LEGALITÀ
Mercoledì 27 maggio, presso il teatro Selinus grande emozione per lo spettacolo teatrale “Donne contro…”, realizzato dagli alunni delle classi ...
Leggi tutto
IL RISPETTO SI IMPARA A SCUOLA. GRANDE SUCCESSO PER L’I.C. LOMBARDO RADICE PAPPALARDO ALL’INTERNO DEL PROGETTO "DECALOGO DEL RISPETTO"
Lo scorso 28 aprile 2026, nella cornice storica del Teatro Selinus si è concluso il progetto "Decalogo del rispetto", un’iniziativa che ha vist...
Leggi tutto
IL SELINUS APPLAUDE ALLA STORIA: GLI ALUNNI DELL’I.C. LOMBARDO RADICE PAPPALARDO METTONO IN SCENA IL TESTO TEATRALE
Una mattinata all’insegna della memoria, dell’impegno civile e della grande emozione quella vissuta l’8 maggio presso il prestigioso Teatro Selinus. I...
Leggi tutto
All’Auditorium Paganini di Parma la grande finale europea del Cooking Quiz. Tra le migliori scuole d’Europa anche l’Istituto d’Istruzione Superiore
Parma si è trasformata nel cuore europeo della formazione alberghiera e dell’enogastronomia ospitando la Finale Europea di Cooking Quiz 2026, i...
Leggi tutto
Anelli di fidanzamento e la promessa di matrimonio
L’anello di fidanzamento rappresentano uno dei gesti più riconoscibili e carichi di significato nella cultura occide...
Leggi tutto
Autoportrait, note legnose e introspezione in un profumo di nicchia intimo e profondo
Il concetto di profumo di nicchia ha smesso da tempo di essere una semplice etichetta per addetti ai lavori, &egra...
Leggi tutto

Video
Guardali tutti

Oggi al Cinema

Orario voli aeroporto Trapani

Oroscopo giornaliero

LUIGI su Prestiti senza busta paga, alcune opportunità:
OFFERTA DI PRESTITO RAPIDA E AFFIDABILE Indirizzo: WhatsApp: +33754190105 E-mail: financec99@gmail.com Grazie


LUIGI su Prestiti senza busta paga, alcune opportunità:
OFFERTA DI PRESTITO RAPIDA E AFFIDABILE Indirizzo: WhatsApp: +33754190105 E-mail: financec99@gmail.com Grazie


Nicola su Il sindaco di Castellammare del Golfo: "Pronti ad ospitare la seconda stagione di Màkari":
In effetti sono tutti rimasti particolarmente attratti da Castelluzzo del Golfo


clorinda su LE OLIMPIADI: TRA MITO E STORIA:
Grazie per l´articolo, è stato molto utile per integrare le conoscenze dei miei alunni impegnati con la maturità 2020


Gioacchino Lentini su Gorghi Tondi: il villaggio perso nel tempo:
Fino al 1945 il villaggio in questione era abitato dai proprietari dei vari caseggiati, che lo popolavano dalla stagione estiva, durante la vendemmia, fino al termine della raccolta delle olive. I bossoli delle cartucce che affiorano dalla vegetazione risalgono a prima del 1998, anno in cui venne istituita la riserva naturale, e da allora nessun cacciatore si è permesso di esercitare bracconaggio all’interno della stessa in quanto porta alla violazione delle normative vigenti per i pos


raffaela vergine su UNA NUOVA CASA PER I CANI PIÙ BISOGNOSI:
lodevole l´iniziativa ma sarebbe bene finanziare campagne di sterilizzazione di massa sopratutto dalle grandi associazioni nazionali che potrebbero anche spingere sul governo a legiferare l´obbligo della sterilizzazione. Invece la parola sterilizzazione viene usata da pochi o da nessuno .


Claudia Cardinale su Al Giotto Park tutti i giorni giostre a solo un euro:
E aperto


Antonio Lufrano su Oggi il Decreto del Ministero sulla ´Campagna di pesca del tonno rosso – Anno 2019´. A Favignana si torna a pescare:
Se riceveremo altri comunicati li pubblicheremo.


Giorgio pACE su Oggi il Decreto del Ministero sulla ´Campagna di pesca del tonno rosso – Anno 2019´. A Favignana si torna a pescare:
Gradirei essere aggiornato in previsione di condurre Gruppi di Soci CAI (Club Alpino Italiano) ad assistere, come ho già fatto alcuni anni prima della chiusura, alle attività della pesca, dalla calate delle reti, alla lavorazione. Grazie, cordiali saluti e Buona Pasqua. Giorgio Pace


Antonio su VIII GRANFONDO DELLE VALLI SEGESTANE:
Da 3 anni che partecipiamo a questa gara e ogni anno è sempre un´emozione incredibile, la gara è abbastanza dura ma la bellezza del paesaggio e gli innumerevoli single track, sono la ricompensa alla fatica. Una Granfondo diversa che ogni appassionato dovrebbe fare.


TrapaniOk - registrazione Tribunale di Palermo n° 17/2014 - Direttore responsabile Alessandra Giannola

Via N. Turrisi, 13 - 90139 Palermo - iscritta al ROC n. 17155 ISSN: 2037-1152 - P.Iva: 05763290821

Tutti i diritti riservati. Le immagini, i video e i contenuti di questo sito web sono di proprietà di TrapaniOk. Ogni utilizzo del materiale on-line senza consenso scritto è assolutamente vietato

Cookie policy | Privacy policy

powered by
First Web