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Inserita in Politica il 16/02/2015
da REDAZIONE REGIONALE
SAN VITO, UN PROGETTO PER L’AMBIENTE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Parte da San Vito lo Capo un progetto ambizioso quanto affascinante: fare del territorio che va da Castellammare del Golfo alle porte di Trapani una “Riserva della Biosfera Unesco”. Sarebbe la prima in Sicilia, undicesima in tutta Italia. “In questa fascia ricadono le riserve naturali dello Zingaro e di Monte Cofano, due perle della natura, l’ambiente è stato difeso e la costa è ancora pressoché integra, perché non candidarci a questo prezioso riconoscimento internazionale? Ritengo che i presupposti ci siano tutti” afferma Matteo Rizzo, sindaco di San Vito lo Capo, Comune capofila del progetto che ha preso ufficialmente le mosse con un convegno tenutosi a Macari presso la sede dell’associazione “Acqueruci”, in videoconferenza con l’Unesco rappresentata dal funzionario Salvatore Aricò. I Comuni di Castellammare del Golfo, Custonaci, Valderice ed Erice, e la direzione delle Riserve naturali dello Zingaro e di Monte Cofano saranno invitati al prossimo incontro per la eventuale adesione ufficiale al progetto: “Contiamo sulla loro partecipazione – dice il sindaco di San Vito lo Capo – ma in ogni caso il progetto lo porteremo avanti, con un territorio più o meno vasto”. Quello di “Riserva della biosfera” è un riconoscimento che l’Unesco può assegnare così come quello di “Patrimonio dell’Umanità”: si tratta di aree di ecosistemi terrestri, costieri e marini in cui attraverso un’appropriata gestione del territorio si perviene alla conservazione dell’ecosistema e della sua biodiversità, con l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali, tutto a beneficio delle comunità locali. “Ottenere questo prestigioso riconoscimento sarebbe una ulteriore promozione del nostro territorio, che abbiamo difeso strenuamente da ogni attacco speculativo – afferma il sindaco Rizzo - e contestualmente assicurerebbe il mantenimento delle tradizioni, la perpetuazione di un sapere secolare, salvaguardando l’ambiente ma anche lo sviluppo delle attività economiche e sociali del territorio”. Nelle “Riserve della Biosfera” possono trovare valorizzazione le attività agricole, artigianali, commerciali, quelle legate al turismo e alla pesca, “ma tutte nell’assoluto rispetto del rispetto del territorio e della sua storia” specifica l’assessore ai Servizi Sociali Peppe Buffa. La promozione di una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi è dunque la finalità principale delle “Riserve”: “Noi a San Vito abbiamo dimostrato che turismo e ambiente sono compatibili – dice l’assessore Maria Cusenza – questo riconoscimento sarebbe la conferma della lungimiranza delle nostre scelte, già premiate in tante occasioni come l’assegnazione delle 5 Vele”. Le caratteristiche principali delle “Riserve della Biosfera” sono: conservazione della diversità biologica, degli ecosistemi e dei paesaggi, lo sviluppo centrato principalmente sulle popolazioni locali, agire come luoghi d’eccellenza per l’istruzione e la formazione. Il progetto viene portato avanti da Enti pubblici e istituzioni private: la candidatura verrà trasmessa alla Commissione nazionale per l’avvio dell’istruttoria, che se fornita del parere positivo sarà inviata alla rappresentanza permanente dell’Italia presso l’Unesco. Il riconoscimento di “Riserva della Biosfera” non implica alcun vincolo giuridico ma va inteso come occasione per affrontare e risolvere, con la partecipazione della popolazione, i problemi locali in una dimensione globale: “Il progetto, se realizzato, rappresenterebbe un valore aggiunto per l’intera Sicilia - afferma Mario Ruggirello, presidente dell’Associazione Acqueruci – oltre ad essere ulteriore garanzia della difesa dell’ambiente”. L’ultima “Riserva” riconosciuta in Italia è stata nel 2014 quella della Sila; le altre sono il Monviso, la Selva Pisana, l’Arcipelago Toscano, il Parco nazionale del Vesuvio, il Cilento, Miramare di Trieste, le foreste del Circeo, la riserva di Collemeluccio-Montedimezzo.
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