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Inserita in Cronaca il 19/04/2013
da redazione
Preoccupazioni per il futuro dell´aeroporto
«A volte, per evitare di produrre guasti economico-sociali anche laceranti, basterebbe un po’ di buon senso e ricordarsi di quei detti e di quei saggi adagi che sono il frutto del secolare vissuto dell’uomo. Uno di questi recita che “La gatta frettolosa rischia di fare i gattini ciechi”. Credo che non ci sia commento migliore a quanto di negativo comincia a profilarsi dopo la pubblicazione della Legge Reg.le n. 7 del 27 marzo 2013 che, di fatto, in Sicilia ha dato il via alla soppressione degli Enti Provincia».
Lo ha dichiarato il Presidente del Consiglio Provinciale di Trapani, Peppe Poma, commentando le notizie di stampa che in questi ultimi giorni hanno dato spazio all’iniziativa del Presidente dell’Airgest, Salvatore Castiglione, il quale ha scritto ai Sindaci del territorio trapanese per sollecitare, nuovamente e con forza, le Amministrazioni Comunali ad inserirsi nella gestione della società per evitare che l’aeroporto di Birgi venga travolto dal possibile collasso finanziario proprio quando potrebbe riuscire a raggiungere l’importantissimo traguardo dei 2 milioni di passeggeri. Questo, anche perché – come sottolinea Castiglione nella sua nota –
«Con l’abolizione, di fatto, della Provincia di Trapani, sparisce l’unico Ente locale che aveva accompagnato il grande progetto del piano strategico di sviluppo aeroportuale che, approvato dai soci e dall’Enac, rappresenta il punto di riferimento per i trent’anni di concessione. In altri termini – prosegue Peppe Poma – le parole del Presidente dell’Airgest offrono la migliore lettura della gravità delle problematiche susseguenti a quell’abolizione delle Province che il Presidente della Regione e la maggioranza che lo sostiene hanno voluto ma che, pur di buttare fumo sugli occhi della pubblica opinione per ambizione e tornaconto politico, non hanno esitato a contrabbandare quale provvedimento legislativo finalizzato a ridurre i costi della politica. La realtà invece è ben altra. Il Consiglio Provinciale di Trapani – aggiunge ancora il Presidente Poma – fin dal mese di gennaio del 2009 ha dato vita a tutta una serie di riunioni straordinarie, di iniziative e di chiare prese di posizione per mettere in evidenza, fra l’altro, che i servizi finora resi dalle Province dovranno comunque essere garantiti da altri enti ai quali si dovranno trasferire le relative risorse, poiché non si potrà certo provvedere ad un taglio in blocco delle funzioni e del personale ora a carico di tali Enti: con il risultato di creare nuove burocrazie e nuove strutture che comunque moltiplicheranno i costi e la confusione dei ruoli, ma soprattutto si metterà a serio rischio la sorte delle varie società partecipate e dei loro dipendenti, a cominciare dall’Airgest e conseguentemente dall’aeroporto civile di Trapani-Birgi. E perché lo scalo di Birgi possa avere un futuro, Peppe Poma, oltre a ribadire l’invito ai 24 Comuni della nostra provincia perché facciano finalmente il loro ingresso nell’Airgest, per contribuire alla operatività e alla ulteriore crescita del “Vincenzo Florio”, indica in quella recentemente espressa dal Presidente dell’ENAC, Vito Riggio, l’unica strada percorribile: riuscire ad interessare gruppi e manager, anche internazionali, che vogliono fare della Sicilia la loro base logistica, portuale e aeroportuale per creare un elemento centrale, un “hub” turistico che travalichi i confini nazionali. Tale ambizioso ma vitale progetto può essere realizzato però soltanto attraverso adeguati processi di ricapitalizzazione con cessioni di quote.
In altri termini, si legge in una nota, preso atto che in Sicilia c’è una legge che stabilisce che i vari Enti, che peraltro spesso non hanno neanche i fondi per assicurare taluni servizi essenziali, dismettano le loro partecipazioni, occorre passare alla privatizzazione di una grossa quota di azioni per consentire l’immissione dei capitali necessari a garantire la funzionalità e l’operatività dello scalo aeroportuale di Birgi che il Consiglio Provinciale considera giustamente il più importante e determinante volano di sviluppo per la provincia di Trapani, l’unica concreta possibilità di crescita per la nostra economia, specie in questo momento di profonda crisi globale, e che continuerà a difendere strenuamente (come peraltro ha sempre fatto) fino all’ultimo giorno del suo mandato.
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