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Inserita in Politica il 15/12/2014
da REDAZIONE REGIONALE
FOLLIA di Stato, in aumento vitalizi e numero dei politici!!! Ecco la denuncia della Corte dei Conti
Secondo uno studio redatto dalla Corte dei Conti in Italia ci sarebbe un esercito, profumatamente pagato, di “politici di professione”: sono oltre 140mila le persone elette (democraticamente?) nelle istituzioni locali, nazionali ed europee. Quanto ci costano? Uno sproposito: quasi 2 miliardi di euro. Ma il dato più clamoroso è che rispetto all’anno precedente – nonostante le promesse di tagli e riduzioni – il numero dei politici italiani è addirittura aumentato: ecco le cifre dello scandalo.
Troppe volte negli ultimi anni abbiamo sentito parlare dei costi della politica italiana e dei presunti tagli da applicare per combattere la Casta. Il tema è sempre in voga nelle campagne elettorali ma poi, all’atto pratico, quello che accade è il contrario di quanto promesso. Se nel 2013 la Corte dei Conti certificava in 143.936 il numero dei “politici di professione” – suddivisi tra parlamentari italiano ed europei, politici regionali, provinciali e comunali – desta particolare sconcerto il dato del 2014 che, in controtendenza con quanto sbandierato dal Governo Renzi, è in aumento rispetto al precedente. Secondo il Giudizio sul Rendiconto Generale dello Stato, presentato dalla Corte dei Conti nel 2014, sono infatti 144.591 i politici di professione, circa 655 in più: come avere, da un anno all’altro, un doppio Parlamento. Altro che taglio dei senatori e delle province, altro che spending review e lotta alla Casta, la realtà – messa nero su bianco – è inquietante, perchè in un periodo di crisi come quella che stiamo vivendo è inaudito veder crescere il numero dei politici italiani, a maggior ragione se il Paese continua ad andare alla deriva. Per il funzionamento degli organi dello Stato centrale (Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Camera dei deputati e Senato della Repubblica), la somma impiegata è prossima ai 3 miliardi di euro, tanti quanti vengono spesi per il funzionamento degli Organi delle autonomie locali (Giunte e 119 Consigli di regioni, provincie e comuni).
6 miliardi di euro per l’esercito dei politici di professione, gli stessi che risultano, poi, collusi con le varie entità di natura criminale che inquinano la macchina dello Stato. Dal Mose a Mafia Capitale, in ogni inchiesta che si rispetti e in ogni organizzazione criminale che si rispetti, i politici nostrani fanno la loro porca figura. Il Sistema Paese, quindi, non solo spreca miliardi di euro per “finanziare” le organizzazioni criminali, grazie agli appoggi politici, ma si ritrova a stipendiare – molto bene – quegli stessi politici che si vendono ai criminali. Un cane che si morde la coda, un perverso meccanismo da cui – così parrebbe – risulta impossibile uscire. Dulcis in fundo, la beffa finale: c’è un ulteriore dato in aumento, pari a circa otto milioni di euro, costituito dall’erogazione di un maggior numero di vitalizi in favore di parlamentari cessati dal mandato. La conclusione della Corte dei Conti, nella persona dell’estensore del paragrafo sui “costi della politica”, il Vice Procuratore generale Amedeo Federici, è illuminante: “I dati rappresentati testimoniano come i c.d. “costi della politica” rappresentino una voce di spesa di ragguardevoli dimensioni, significativamente maggiore rispetto a quella sostenuta nei paesi demograficamente confrontabili con l’Italia, quali Germania, la Francia, la Gran Bretagna, la Spagna. Ne consegue l’esigenza, non ulteriormente procrastinabile, di un’adozione di misure contenutive coerenti. L’inerzia ravvisabile sul punto, peraltro oscurata da sterili confronti e proposte, non induce ad un recupero di affidamento del corpo elettorale nei confronti delle rappresentanze elette, dalle quali è auspicabile un intervento orientato nella direzione di assicurare un maggior rigore finanziario, riducendo la corresponsione di risorse finanziarie pubbliche anche adottando provvedimenti normativi tesi ad una semplificazione numerica degli organi politici eletti, con ricadute di efficienza e di economicità.” E poi c’è qualcuno che si lamenta o si stupisce se l’astensionismo raggiunge livelli mai visti in passato.
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