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Inserita in Cultura il 02/12/2014
da REDAZIONE REGIONALE
MARSALA - IL DELITTO SICILIA” Operazione Vulcano: Nel libro di Salvatore Grillo Morassitto, rivive il mito romantico del separatismo siciliano
Marsala venerdì 5 Dicembre 2014 alle ore 17:30 presso l’Ente Mostra di Pittura
L’Associazione FareAmbiente e la Fondazione “Giambattista Vico”, in collaborazione con la libreria Mondadori e il Rotary Club di Marsala, organizzano la presentazione del libro “Il Delitto Sicilia” di Salvatore Grillo Morassutti, edito da Bonfirraro, che si terrà a Marsala venerdì 5 Dicembre 2014 alle ore 17:30 presso l’Ente Mostra di Pittura in piazza Carmine n. 1 dove parleranno del libro: la giornalista Dott.ssa Antonella Lusseri, l’enologo Giacomo Alberto Manzo, il Notaio Eugenio Galfano e il dott. Gianfranco Giacalone. Sarà presente l’autore Salvatore Grillo Morassutti. Salvatore Grillo Morassutti nato a Caltagirone da Vito Grillo, un medico marsalese che fu portato in quella cittadina dalle vicende belliche e lì rimase con la famiglia. Laureato in Economia a Catania, nel 1973, a soli 27 anni, è divenuto deputato regionale, carica che ha mantenuto sino al 1987 quando è stato eletto alla Camera dei Deputati per due legislature. Nel 1994 si è ritirato dalla politica (non ha mai più presentato la sua candidatura né ha preso tessere di partiti) mentre ha proseguito a Roma l’attività di commercialista, collaborando con periodici economici e culturali nei quali ha tenuto sempre un atteggiamento accesamente meridionalista. Il libro che sarà presentato, opera prima di Salvatore Grillo Morassutti, nasce dall’esigenza, da lui avvertita, di rendere note molte confidenze apprese nella natia Caltagirone quando era ragazzo, primo tra tutti da Silvio Milazzo. Da questa rilettura la storia recente della Sicilia riceve elementi di assoluta novità: dalla lotta separatista al ruolo delle nazioni vincitrici sulla sorte della Sicilia, all’uccisione per mano di carabinieri del Professor Canepa, capo dei “picciotti” dell’EVIS. Il libro è stato da molti autorevoli commentatori definito un romanzo d’amore, di amore per la Sicilia alle cui “ragioni” è dedicato. E’ un libro che tutti i siciliani dovrebbero leggere e i cui contenuti tutti gli italiani dovrebbero conoscere. Siamo lieti di presentare quest’opera a Marsala, città a cui l’autore è particolarmente legato per avervi trascorso molte delle estati della sua giovinezza a casa della nonna paterna che era figlia di un Marsalese che ebbe molto rilievo nella vita di numerosi nostri concittadini, Giuseppe Figlioli, bravissimo maestro elementare e poi direttore didattico.
Breve sintesi del libro
Da subito, dal sottotitolo, il lettore viene a sapere che si tratta di un “romanzo storico”. Anche se il titolo suggerisce piuttosto un giallo. Un’incertezza che non viene affatto fugata dalla lettura ma che anzi si accresce. Grazie a una “soffiata” l’inviato di un grande magazine nazionale sbarca in Sicilia sulle tracce di “Operazione Vulcano”, un’intesa tra le grandi potenze che avrebbe portato all’uccisione di Antonio Canepa, docente alla Facoltà di Giurisprudenza di Catania e fondatore dell’Evis, l’esercito volontari indipendentisti siciliani. Un complotto internazionale all’alba della prima Repubblica che ha una vittima: la Sicilia. È questa la molla che aziona il meccanismo narrativo del romanzo. Il protagonista, alter ego dell’autore, si immerge in un viaggio in Sicilia che è anche la storia di un amore ritrovato per l’isola nativa: un itinerario di riscoperta delle sue radici e di conversione all’idea separatista. Scoprirà inoltre insospettati intrecci con l’attentato a Togliatti, organizzato per vendicare la morte di Canepa. Sullo sfondo, onnipresente, la città di Sturzo, il padre nobile del meridionalismo siciliano, il cui atteggiamento nel libro di Grillo appare oscillare tra un’iniziale simpatia per la causa dell’indipendentismo siciliano e la sua successiva condanna. Ce n’è abbastanza perché l’autore costruisca una storia in bilico tra il romanzo storico, il giallo internazionale, il racconto documentario, il pamphlet meridionalistico. Questa molteplicità irrisolta di intenti rende incerto il taglio narrativo e a volte distrae e disorienta il lettore. Sin dall’inizio si viene a sapere ciò che si dovrebbe scoprire alla fine: la relazione tra Antonio Pallante, l’autore dell’attentato a Togliatti, e Antonio Canepa. I due sono accomunati per uno strano scherzo del destino dall’avere lo stesso nome e da una città: Randazzo, luogo dove Canepa trovò la morte e dove Pallante viveva. Coincidenze che tuttavia sbiadiscono e non lasciano traccia nella memoria del lettore perché è tutto svelato all’inizio. La narrazione si svolge nell’arco di tre cornici temporali a incastro: il racconto dell’interminabile viaggio di ritorno in treno del reporter a Roma; quello della sua breve ma intensa permanenza in Sicilia; le cinque interviste a Giacomo Monterosa, zio materno del protagonista, che racconta al nipote la “sua” Sicilia e la verità sul separatismo. È in questa sezione che emerge con più evidenza l’idea forza del romanzo: il mito romantico del separatismo e dei suoi eroi senza macchia né ruga. Uno spaccato interessante del libro è il riferimento al secolo precedente (XIX) , in cui secondo la tesi di Giacomo Monterosa, evidenzia il tradimento dei piemontesi, da Cavour in poi, i quali negarono gli impegni presi con Garibaldi sull’autonomia delle popolazioni meridionali e quindi del Risorgimento mancato e della Sicilia defraudata della sua storia.
Enol. Giacomo Alberto Manzo
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