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Inserita in Sport il 30/10/2014
da redazione
PALLACANESTRO TRAPANI - Nuovi volti granata, ecco Chris Evans
Ben arrivato a Trapani, Chris. Sembri a tuo agio. Cosa si prova a vivere a Trapani, per un ragazzo di 23 anni americano? “Mi piace Trapani. Ho la fortuna di abitare molto vicino al mare e la cosa è davvero gradevole. Capisco bene perché i trapanesi dicono che il mare migliora la tua vita: è la verità. Insieme al clima meraviglioso, questa caratteristica sta rendendo il mio impatto con la città davvero ottimo”. E’ il tuo secondo anno da professionista. Come vivi la tua condizione e la lontananza da casa? “Gli Usa mi mancano molto, ogni giorno della mia vita. Mi ritengo molto fortunato a poter giocare per vivere, ma ammetto che penso spesso alla mia famiglia. Mi mancano lo stile di vita americano, le mie abitudini, i miei luoghi, anche se in Italia sto trovando dei nuovi punti di riferimento. Stare lontani da casa 7-8 mesi all’anno non è semplice, ma ciò non vuol dire che io sia triste. Questa è una bellissima nuova sfida per me”. Come ti appare la vita italiana rispetto a quella greca, alla quale ti eri abituato l’anno scorso? “La mia vita, sotto questo punto di vista, è migliorata. In Grecia abitavo in un paesino davvero piccolo, situato nell’entroterra a tre ore a sud di Atene (Chris giocava nel Trikala, ndr). Mi sono trovato tutto sommato bene, ma questi primi mesi trascorsi a Trapani mi rendono soddisfatto della mia scelta. Casa mia, negli Usa, dista circa 25 minuti dal mare, quindi apprezzo particolarmente la posizione privilegiata di Trapani e la dimensione della città: né troppo grande, né troppo piccola”. Dal punto di vista cestistico, invece, come ti trovi? E’ così grande come si dice la differenza tra la pallacanestro americana e quella europea? “La pallacanestro negli Stati Uniti è intesa come uno show e viene incentrata sullo spettacolo. Ci sono attenzione massima all’atletismo e tantissimo uno contro uno, spesso esasperato, con i giocatori che si mettono costantemente in mostra, quasi come fossero in vetrina. In Europa si guarda molto di più al sistema, con forte orientamento al lavoro di squadra e al movimento di palla. In questo senso, i ‘San Antonio Spurs’, campioni NBA in carica, sono una squadra estremamente europea nel modo di giocare. E rappresentano una nuova frontiera della pallacanestro per noi. Non so se mi spiego…”. Ti spieghi perfettamente. Vai avanti. “Diciamo che dall’altra parte dell’oceano si lavoro ogni giorno per migliorare se stessi. Diventare sempre più forti individualmente è la maniera migliore per aiutare il gruppo. Qui in Europa, invece, ogni sforzo è orientato alla squadra e all’amalgama. Gli ‘Spurs’ giocano esattamente in questo modo. Personalmente credo che per un giocatore sia importante imparare a curare entrambe queste due dimensioni”. Dunque, cosa ti aspetti dal tuo futuro? Un ritorno alle origini nella tua terra o una permanenza duratura nel “vecchio continente”? “Dato che sono ancora giovane continuo a sognare. La mia speranza resta quella di tornare a casa e giocare nella NBA: desiderio che, ovviamente, coltivo da quando sono bambino. Ma per tentare di far diventare un’aspirazione così alta realtà, l’unica strada possibile è migliorare ogni aspetto del mio gioco, sudando in palestra ogni giorno per non so quanti anni. In questo senso, la possibilità di conoscere il basket europeo ed arricchire il mio basket di una nuova dimensione è un’occasione unica, che devo cogliere nel migliore di modi”. Più a breve termine, invece, che aspettative hai per questa stagione? “La cosa che mi sta impegnando di più è ‘imparare il sistema’ (traduzione letterale da ‘learn the system’, ndr), che è quello che il coach mi chiede ogni giorno. Ce la sto mettendo tutta, provando ad aggiungere questa capacità al mio bagaglio e cercando contemporaneamente di rimanere aggressivo e di non snaturare il mio gioco”. Dove può arrivare questa Pallacanestro Trapani? “In alto. Dovremo migliorare ancora molto, ma abbiamo dimostrato che già adesso, quando giochiamo come sappiamo, possiamo dar fastidio a tutti in questo campionato. Il fatto che molto dipende da noi è molto rassicurante. Faremo del nostro meglio per disputare una grande stagione”. Grazie, Chris. Siamo certi che se riuscirai sempre più a convogliare il tuo strepitoso talento nel sistema del coach, ci permetterai di sognare in grande. Fabio Tartamella - Ufficio Stampa Pallacanestro Trapani
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