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Inserita in Cronaca il 28/02/2017
da Direttore
Trani - Finalmente rinviati a giudizio i proprietari del Dog´s Hostel.
LNDC ammessa come parte civile nel processo contro i gestori del canile lager, ma resta ancora disattesa la richiesta di un incontro congiunto con Procura, Asl e Comune di Trani per risolvere la situazione dei cani rimasti nella struttura dopo il dissequestro. Circa 40 cani di proprietà dell’ex titolare “scaricati” sull’associazione, che al momento ha anticipato circa 150.000 euro di spese vive che devono essere rimborsate da Comuni e Procura. La presidente Rosati: A quanto pare Trani è terra di nessuno, ma paga il volontariato.
È importante l’esito dell’udienza preliminare che si è tenuta a Trani, in cui Lega Nazionale per la Difesa del Cane, rappresentata dall’avvocato Michele Pezone, è stata ammessa come parte civile nel processo contro i gestori del canile Dog’s Hostel della città pugliese. È stata anche ammessa la costituzione di parte civile di diversi Comuni convenzionati con la struttura che, secondo l´accusa, sarebbero stati truffati dai gestori.
Dopo oltre tre anni dal sequestro è stato disposto finalmente il rinvio a giudizio degli imputati (per i reati di maltrattamento e uccisione di animali, reati ambientali e truffa), con prossima udienza dibattimentale fissata per il 24 maggio, ma le criticità ancora aperte sono agghiaccianti.
Non sono bastati infatti gli scenari infernali emersi durante l’ispezione dell’allora Task force del Ministero della Salute, con circa 600 animali da salvare, tra cani mutilati da sbranamento, denutriti, malati, accanto a maiali, volatili e altri animali tenuti in condizioni inaccettabili. La gravità del quadro di Trani oggi, vede infatti LNDC in attesa di essere rimborsata per gli anni di gestione come custode giudiziario del canile, e si tratta di circa 150 mila euro di spese anticipate, oltre ad altri costi di gestione.
Dei 150mila euro di debito, 50mila restano da tempo incagliati per insostenibili ragioni burocratiche presso lo stesso Comune di Trani. Di più, ad aggravare i fatti vi sono una quarantina di cani riconducibili agli ex gestori e che questi ultimi non hanno più voluto come loro, che sono ancora accuditi dalla LNDC, su esortazione dei Carabinieri del NAS, nonostante sia stato revocato il sequestro, ed è chiaro che questa situazione è insostenibile.
Nonostante i solleciti, e la richiesta alla Procura di farsi parte attiva della soluzione della pesante situazione che grava sulle spalle di un’associazione di volontariato, ad oggi chi ha affidato l’onere dell’accudimento alla LNDC sembra non tenere nella dovuta considerazione questa grave problematica.
“È la legge di Puglia? – si interroga la presidente nazionale Piera Rosati – Abbiamo svolto e stiamo ancora portando avanti un lavoro fatto di tanti sacrifici, in termini economici e di risorse umane. Ma siamo in una terra di nessuno. I cani nati qui non sono di nessuno, ma li dobbiamo mantenere e pagare tutti noi. Li abbiamo salvati, siamo stati chiamati ad operare in questa missione complessa dalla Procura. Ora ci devono spiegare in base a quale norma del diritto il volontariato debba farsi carico di un obbligo giudiziario senza però vedere riconosciuto il diritto di essere rimborsati per le tante spese affrontate, senza contare il lavoro delle persone che hanno reso possibile il salvataggio di così tanti animali in breve tempo. Un’impresa unica nell’Italia in cui però a fronte di una situazione di palese inerzia da parte delle Istituzioni che sono chiamate a fronteggiare una situazione di emergenza, quale quella della destinazione di cani di cui nessuno si vuole fare carico, il peso della gravosa gestione dei predetti animali ricade su un’associazione di volontariato, a testimonianza del fallimento delle Istituzioni che sono per legge deputate anche alla salvaguardia degli animali”.
LNDC Attende fiduciosa che la Procura dia seguito ai ripetuti solleciti inviati e risponda alla richiesta di incontro congiunto con tutte le istituzioni chiamate a risolvere questo problema.
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