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Inserita in Politica il 21/11/2015
da REDAZIONE REGIONALE
L´AVVOCATURA DELLO STATO HA CHIESTO UFFICIALMENTE AL CGA DI ACCELERARE I TEMPI CIRCA IL PROCEDIMENTO RIGUARDANTE MUOS
Apprendiamo che in data odierna l´avvocatura dello stato ha chiesto ufficialmente al CGA di accelerare i tempi circa il procedimento riguardante MUOS. La richiesta del governo è grave perché influenza la decisione non solo sui tempi ma, soprattutto, sul merito. In un certo senso, è così che gettano la maschera. È come se dicessero “il MUOS serve (alla guerra), dunque sbrighiamoci!”. Senza andar tanto per il sottile, un tale atteggiamento irriguardoso nei confronti della corte mette in chiaro uno scopo ben preciso e inconfessabile: la guerra richiede il rapido completamento del MUOS, senza contrasti e senza fastidiosi intralci legali. Ci chiediamo il motivo di tanta urgenza. Stanno forse preparando qualche cosa da qui a breve? Qualcosa che, tanto per cambiare, continuano a tenere nascosto al popolo sovrano e all´opinione pubblica internazionale? Appare ingiustificato altrimenti richiedere di anticipare un giudizio quando tutti i periti di parte sono stati nominati e quando la verificazione è già convocata per il prossimo primo dicembre. Presentare questa istanza dieci giorni prima della data prevista per la verificazione (che non ci sembra un tempo particolarmente lungo in un giudizio così complesso) è dunque a nostro avviso una mossa abbastanza sospetta. L´istanza dell´Avvocatura appare strumentale non solo ad anticipare i tempi ma anche a far percepire un clima di eccezionale urgenza e necessità, volto a far saltare le regole del giudizio e soprattutto a creare una pressione sul merito della decisione. Sappiamo tutti che c´è un sequestro penale finora non revocato e quindi anche accelerare le operazioni di verificazione non servirebbe a nulla. Questo voler sfruttare la suggestione dei fatti avvenuti in Francia sembra finalizzato a influenzare la decisione. Ci sembra un espediente poco corretto per far pressione sul collegio decidente. Non vorremmo si trattasse di un modo per creare pressione sullo stesso collegio di verificazione, il quale potrebbe sentirsi onerato anche delle sorti della guerra all´ISIS. Denunciamo il fatto come un maldestro e disperato tentativo messo in atto dal governo per trarre vantaggio in giudizio da una tragedia immane, una scelta politica poco nobile non molto dissimile dalle azioni e dalle parole di certi sciacalli che strumentalizzano la strage per motivi di bottega. Aggiungiamo con fermezza che questo voler puntare il dito sul MUOS come strumento per portare avanti la guerra ormai in atto non fa che esporre a un ulteriore rischio la popolazione locale, poiché fa apparire Niscemi e la Sicilia come luogo ostile, rendendo la nostra isola ancora di più obiettivo strategico. Una scelta davvero lungimirante, non c´è che dire! Da registrare inoltre che nonostante l´innalzamento delle misure di sicurezza da parte del Comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza, scelta che certifica ufficialmente la possibilità che Niscemi e la Sicilia diventino obiettivo sensibile per attacchi terroristici, alcuni attivisti nei giorni scorsi sono riusciti a superare ogni controllo di polizia e militari, tagliando le reti della base di contrada Ulmo. La decisione di innalzare le misure di sicurezza intensifica ulteriormente il peso che il territorio è costretto a subire a causa della scellerata scelta di militarizzare l´area che, essendo circondata dal bosco, è e rimane vulnerabile a qualunque attacco. L´unico pericolo per la nostra sicurezza rimane la costruzione del Muos, il resto è propaganda bellica.
Salvatore Giordano Gruppo comunicazione Coordinamento regionale dei Comitati No MUOS
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