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Inserita in Politica il 05/10/2015
da REDAZIONE REGIONALE
ANCE SICILIA - FRANA SULL’AUTOSTRADA CT-ME: SICILIA TAGLIATA IN TRE PARTI
FERMI I MEZZI PESANTI, DERRATE AL MACERO, APPROVVIGIONAMENTI DIFFICILI; COSA ASPETTA LA POLITICA A INTERVENIRE SERIAMENTE SUL DISSESTO IDROGEOLOGICO? BISOGNA SPERARE ANCORA UNA VOLTA CHE NON CI SIANO CONSEGUENZE GRAVI PER L’INCOLUMITA’ DELLE PERSONE E NEI RIMEDI “FAI DA TE”?
Palermo, 5 ottobre 2015 – Dopo il crollo del viadotto Himera sull’autostrada Palermo-Catania, la frana di oggi sull’autostrada Messina-Catania (l’unica che era rimasta percorribile per il traffico commerciale) ha di fatto tagliato la Sicilia in tre parti, con tutti i mezzi pesanti fermi perché lungo la Ss 114, sulla quale viene deviata la circolazione, c’è un angusto sottopasso che rende arduo il transito ai camion. Da oggi tutte le derrate alimentari saranno portate al macero e quasi tutte le province dell’Isola soffriranno per la difficoltà di approvvigionamento di merci e generi di prima necessità, di materie prime e semilavorati per l’industria manifatturiera e di materiali per il settore delle costruzioni, a partire da cemento e ferro. Questo fatto, ancorché prevedibile come dichiarano i tecnici del Consorzio autostrade siciliane, mette a nudo la gravissima responsabilità dei governi centrale e regionale e della deputazione nazionale e dell’Ars, che hanno tutti sottovalutato l’importanza di completare l’anello autostradale siciliano e di investire in maniera efficace sulla prevenzione del dissesto idrogeologico. Proprio adesso la Giunta regionale per pagare spese correnti e assistenziali ha sottratto risorse al completamento della Nord-Sud, che avrebbe anche in questo caso potuto costituire un utilissimo by-pass, mentre il governo nazionale ha appena sfiorato la Sicilia col piano “#Italia Sicura” e la stessa Regione ha previsto pochissime risorse nella scheda sul dissesto idrogeologico presentata a Bruxelles per la nuova programmazione dei fondi europei. “Cosa dovrà accadere ancora – si chiede Santo Cutrone, presidente facente funzioni di Ance Sicilia – perché l’intera classe politica capisca che la situazione del territorio siciliano non può essere più presa sottogamba? Possiamo assistere inermi al massacro dell’economia siciliana? Possiamo solo sperare che non ci siano conseguenze irrimediabili per la vita delle persone? O dobbiamo sperare ancora una volta in interventi ‘fai da te’ dei cittadini e dei Comuni che evidenziano tutta la sfiducia nella politica? No, non possiamo e non dobbiamo”.
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