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Inserita in Cronaca il 09/06/2013
da redazione
Alle Egadi il punto sulla biodiversità
Si è svolto lo scorso venerdì a Favignana, presso il Cave Bianche Hotel, il convegno "L´Area Marina Protetta Isole Egadi, culla di biodiversità", nell’ambito del “Circuito del mare”, che dopo avere toccato i porti di Salina e Marsala, è approdata alle Egadi per un fine settimana ricco di eventi sul tema del mare. Il Convegno, patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e da Federparchi, si è inserito nel contesto come momento di approfondimento, con l’obiettivo di porre l’attenzione sugli aspetti naturalistici dell’ecosistema marino dell’arcipelago e farne conoscere a turisti e fruitori le peculiarità e la grande biodiversità.
Sono intervenuti: Silvia Cocito, biologa marina responsabile del Laboratorio di Ecologia Marina del Centro Ricerche Ambiente Marino dell’ENEA di La Spezia, esperta di ecologia degli habitat marini costieri, che ha proposto un intervento sulla Posidonia oceanica, che alle Egadi vede presente la prateria più estesa e meglio conservata del Mediterraneo, spiegando che il valore economico di un metro quadro di posidonia varia tra 100 e 1.000 euro per anno; Renato Chemello, professore di Conservazione marina presso il Dipartimento di Scienze della Terra e del Mare dell´Università di Palermo, ha illustrato i marciapiede a Vermeti, biocostruzioni naturali formate da molluschi gasteropodi e altri organismi marini, spiegando che il marciapiede svolge una funzione antierosione stimata in 415.000-702.000 euro per km; Stefano Nannarelli, naturalista che da 20 anni si occupa di tartarughe marine e ha fondato il Centro di Recupero Tartarughe Marine di Linosa, ha raccontato l’esperienza del Centro e dato consigli alla futura struttura analoga che sarà realizzata dall’AMP a Favignana, per salvare le 150.000 tartarughe che ogni anno restano intrappolate negli attrezzi da pesca; Simona Clò, rappresentante per il Mediterraneo del gruppo squali dell’IUCN e responsabile scientifico di MedShsarks, ha proposto un punto di vista insolito sugli squali, percepiti nell’immaginario comune come una minaccia, ma oggi sempre più vulnerabili e a rischio estinzione (il 42% delle specie); Antonella Arcangeli, ricercatore ISPRA, ha fatto una panoramica dei cetacei presenti in Mediterraneo e nell’area marina protetta, concentrando l’attenzione sui tursiopi; Giulia Mo, responsabile per ISPRA delle ricerche sulla Foca monaca in Italia, ha illustrato la campagna di studio che ha portato ad accertare la presenza e il ritorno in Italia, alle Egadi, di un esemplare di Foca monaca dopo oltre 40 anni di assenza; Franco Andaloro dirigente di Ricerca dell’ISPRA ha concluso i lavori con un intervento sul ruolo della biodiversità nelle strategie future di sviluppo dell’arcipelago egadino, spiegando che “la conservazione si ottiene gestendo e non vietando”.
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