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Inserita in Politica il 03/07/2015
da REDAZIONE REGIONALE
ANCI SICILIA - DALLA RELAZIONE SUL RENDICONTO GENERALE DELLA REGIONE SICILIANA EMERGONO LE RAGIONI PER CUI I COMUNI SONO STATI COSTRETTI A INNALZARE LA PRESSIONE FISCALE
“Ancora una volta la Corte dei Conti conferma la grave crisi degli enti locali spiegando come il peggioramento della finanza locale sia imputabile alla progressiva e consistente riduzione dei trasferimenti di provenienza statale e regionale”. Lo hanno detto Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale, a margine dell’udienza, svoltasi stamattina a Palazzo Steri, per il Giudizio di Parificazione del Rendiconto generale della Regione Siciliana relativo all’esercizio finanziario 2014. “Riteniamo – spiegano Orlando e Alvano – di grande importanza i dati presentati questa mattina dai magistrati contabili nella sintesi della relazione sul Rendiconto generale della Regione Siciliana per l’esercizio finanziario 2014. La nostra associazione da circa due anni evidenzia quanto asserito dalla Corte dei Conti, soprattutto nella parte dedicata a “Lo stato della finanza pubblica degli enti locali in Sicilia” che a sua volta rinvia per dati più analitici alla recente Indagine sullo stato della finanza locale in Sicilia. In particolare, l’analisi dei dati conferma che per i comuni la ripartizione dei trasferimenti regionali agli enti locali, che prima avveniva attraverso il Fondo delle Autonomie, è passata dai 913 milioni di euro del 2009 ai circa 560 milioni di euro del 2013. Bisogna sottolineare, inoltre, che i dati forniti dalla Corte dei Conti non tengono conto degli ulteriori tagli collegati alla legge di stabilità finanziaria del 2015. Dal fondo perequativo, relativamente alle spese correnti, sono stati, infatti, assegnati ai comuni nel 2014 quasi 368 milioni di euro, mentre nel 2015 ci si ferma a poco più di 340 milioni di euro con un decremento che si attesta intorno al 10 per cento nel solo ultimo anno. Per ciò che riguarda il fondo investimenti si è, invece passati, dai circa 134 milioni di euro del 2014 ai 112 milioni del 2015. Si tratta di un trend che si ripete costantemente negli anni e che, di fatto, ha contribuito ad aumentare notevolmente la pressione fiscale a danno dei cittadini. Ma la situazione non migliora se si prendono in considerazione i dati nazionali che la Corte dei Conti ha analizzato citando la Banca d’Italia. Nel triennio 2011-2014 i trasferimenti erariali sono passati da un miliardo e 400 milioni del 2011 ai 378 milioni di euro del 2014”. “Infine – aggiungono il presidente e il segretario generale dell’AnciSicilia - sulla base di questi dati si evidenzia come i comuni siano stati costretti a ridurre i servizi e ad aumentare la pressione fiscale con gravi ripercussioni in alcuni casi anche di ordine pubblico. Alla luce di questa analisi, si comprende con chiarezza quale possa essere stato l’impatto sui bilanci comunali e come l’unica alternativa possibile sia stata quella di innalzare le aliquote dei tributi locali con le evidenti gravi conseguenze nei confronti dei cittadini. Ma una cosa ancora più grave da registrare in ambito regionale è che non ci sia stato alcun intervento strutturale sul sistema dei rifiuti, su quello dell’acqua e negli altri ambiti in cui la Regione ha potestà legislativa. Di fatto nessun intervento regionale è riuscito a ridurre i costi che maggiormente incidono sui bilanci comunali, primo fra tutti, quello collegato al conferimento in discarica”. “A questo va aggiunto – chiarisce il presidente Orlando – il caos generato dall’assenza di riferimenti istituzionali riguardo a province, liberi consorzi e città metropolitane. Da troppo tempo non si hanno segnali in tal senso con l’inevitabile aggravarsi dello stato di calamità istituzionale”. “I dati presentati quest’oggi – conclude Luca Cannata, vice presidente vicario dell’AnciSicilia con delega al Bilancio e alle Politiche finanziarie – confermano ciò che sosteniamo da tempo su una situazione finanziaria al tracollo che necessita un intervento istituzionale. E’ sotto gli occhi di tutti, infatti, la drammatica crisi economica e di liquidità degli enti locali che interferisce negativamente sull’azione amministrativa con conseguente grave disagio per i cittadini”.
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