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Inserita in Politica il 13/04/2015
da REDAZIONE REGIONALE
M5S - Cambiare i nomi dei rifiuti per bruciarli nei cementifici: in corso indagine della Commissione Europea
La denuncia di Corrao e Mannino M5S: “Il piano rifiuti della Sicilia, sebbene scaduto, prevede l’incenerimento di CSS con emissioni di diossine e metalli pesanti superiori anche agli inceneritori tradizionali” Bruxelles 13 Aprile 2015 - “La Commissione Europea avvia un’indagine sui decreti del Ministero dell’Ambiente del 2013 che regolano l’utilizzo del combustibile solido secondario prodotto dai rifiuti (CSS) all´interno dei cementifici”. A darne notizia sono l’eurodeputato M5S Ignazio Corrao e la collega “pentastellata” alla Camera dei Deputati Claudia Mannino. “L´interrogazione – spiegano i due parlamentari siciliani – prende le mosse dalla denuncia del Movimento "Legge Rifiuti Zero" integrata nel 2014 con un contributo scientifico dell´International Society of Doctors on Environment (ISDE) che evidenzia tutte le possibili violazioni della normativa europea da parte di tali decreti. L´accento é posto in particolare sull´art. 6 della Direttiva 2008/98/CE per cui la classificazione di "non rifiuto" è attribuibile esclusivamente in assenza di impatti complessivi negativi sull´ambiente o sulla salute umana. Il contributo dell´ISDE dimostra con dati empirici come l´impiego dei CSS nei cementifici causi produzione ed emissione di sostanze nocive come i metalli pesanti, le diossine, il PCB, addirittura in misura superiore ai già dannosissimi inceneritori”. L’interrogazione alla Commissione Europea, depositata dall´europarlamentare Ignazio Corrao, richiama sia la denuncia del Movimento "Legge Rifiuti Zero" che una precedente denuncia di cui il Movimento 5 Stelle Palermo si era fatto promotore nella passata legislatura su questi stessi decreti (allora in fase di adozione). Oggi a tal proposito la risposta ufficiale della Commissione Europea dell’avvio di indagini. “Questi decreti – aggiungono i due portavoce Corrao e Mannino - cercano di ovviare al fatto che la gente non vuole più sentire parlare di inceneritori e, in palese violazione della normativa europea, stanno tentando di cambiare il nome ai rifiuti per bruciarli nei cementifici con danni ambientali e sanitari irreversibili. Vogliono sfruttare l´esistente per attirare meno l´attenzione pubblica, facendo circolare la menzogna che bruciare è la soluzione facile ed economica, senza alcun rischio. Per fortuna c´è una parte della cittadinanza estremamente attenta che va ringraziata e sostenuta a livello istituzionale nel suo percorso. Stiamo seguendo la vicenda da vicino in quanto il piano rifiuti della Sicilia, per quanto scaduto, pone il CSS come uno degli elementi chiave del ciclo dei rifiuti. Lo stesso mega impianto di TMB in via di ultimazione a Bellolampo è funzionale a tale politica. Stiamo cercando di lavorare per difendere i cittadini da ulteriori scelte disastrose dal punto di vista sanitario e ambientale. Pretendiamo – concludono i deputati - solo l´applicazione corretta della normativa europea in quanto sarebbe sufficiente a proteggere la popolazione".
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