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Inserita in Politica il 13/11/2014
da REDAZIONE REGIONALE
M5S - In Sicilia politici ed amministratori del servizio idrico si ingrassano, mentre i pensionati muoiono di crepacuore
Acqua privata. Corrao M5S Eu: “In Sicilia politici ed amministratori del servizio idrico si ingrassano, mentre i pensionati muoiono di crepacuore”
L’europarlamentare denuncia in Plenaria malaffare e sprechi del servizio idrico privato di Sicilia e Sardegna, ricordando il caso del pensionato agrigentino morto di infarto mentre i gestori gli tagliavano l’acqua Bruxelles 13 Novembre 2014 - “In Sicilia si sono spesi 500 miliardi di lire per la diga di Blufi, rimasta incompiuta e per la quale servirebbero altri 155 milioni di euro per attivarla ma si fa morire un pensionato di crepacuore perché i gestori del servizio idrico gli tagliano l’acqua”. Con queste parole l’eurodeputato siciliano, capo delegazione del Movimento 5 Stelle Ignazio Corrao, ha posto all’attenzione del Parlamento Europeo il caso del pensionato agrigentino morto di infarto pochi giorni addietro, mentre gli operai del gestore del servizio idrico gli tagliavano la fornitura d’acqua in casa. Il deputato alcamese è intervenuto ieri sera in seduta Plenaria a Bruxelles per affrontare il tema del mancato approvvigionamento idrico, denunciando sprechi e malaffare che in Sicilia e Sardegna si sono radicati con il sistema mafioso. “In Sicilia la gestione mafiosa delle risorse idriche è uno dei più antichi esperimenti di privatizzazione – spiega Corrao- e la mafia è la prima organizzazione a essersi resa conto del potenziale economico dell’affare. L’Europa deve sapere anche che in Sicilia si muore per infarto perché i gestori privati del servizio idrico vengono in casa a tagliarti l’acqua perché indietro con le bollette, mentre a monte, politici, burocrati amministratori e privati si ingrassano di corruzione e malaffare dato che la rete idrica è un colabrodo e le dighe non sono mai state collaudate. Manca l’acqua a Caltanissetta, Niscemi, diversi comuni dell’ennese, Trapani, ed ancora Palermo, stessa situazione in Sardegna, nei comuni della Gallura, mentre a San Teodoro esce acqua rossa dai rubinetti pagata come potabile. In Sicilia ci sono dighe che da vent’anni attendono di essere completate e condotte colabrodo con perdite di acqua del 50%. Nonostante nell’isola piovano 7 miliardi di metri cubi d’acqua l’anno. Questo è il frutto del controllo mafioso sull’acqua e più in generale di una politica delle opere pubbliche all’insegna dello spreco e del clientelismo. I lavori devono durare all’infinito e il risultato finale non conta. Attorno all’opera pubblica si forma un grappolo di interessi che coinvolge imprenditori, amministratori, politici e mafiosi. Chiediamo all´Europa – conclude Corrao - di impegnarsi seriamente affinché i cittadini possano godere del diritto all´acqua e di vigilare affinché i fondi non vadano a finire nelle mani di mafiosi e politici corrotti”.
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