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Inserita in Politica il 18/08/2022
da Massimo Piccolo
“La politica ‘dialettale’ dell’ENI…”
Non so a quanti di voi sia capitato di fare rifornimento “Self” alla propria autovettura, in un distributore di carburante ENI. Vi sarete certamente accorti, che appena mettete i soldi e/o la carta di credito nelle apposite feritoie, siete stati investiti da una voce “dialettale” del luogo in cui vi trovate, e vi dice che dovete fare, per fare rifornimento.
Per motivi che francamente mi sfuggono, ciò, pare una “genialata” di qualche strapagato “Manager” di Marketing commerciale del colosso italiano ENI.
In verità, non si comprendono la/le finalità di “utilità pubblica collettiva” di questo tipo di “servizio”. Vero è che in Italia i cittadini italiani sono abituati ormai da anni, ed in particolare negli ultimi due, ad essere oggetti di “servizietti” a cura delle Istituzioni. Ma Tant’é.
Ora, la prima volta che mi é capitato di subire tale “servizietto”, mi trovavo fuori sede: e fui investito da una voce a squarciagola, in uno smaccato dialetto, del quale non capivo nulla, o quasi.
Poverini quelli dell’ENI, non sanno a che ora tu faccia rifornimento, e quindi, sia che sia di giorno, sia che sia di sera, magari c’è traffico e tu non senti nulla, allora ti sparano questa voce a 1000 decibel (vado a caso, ma per capire).
Ora, io immagino un turista che non parla manco italiano, e che sente una voce con il dialetto del luogo. A parte lo spavento (dato l’alto volume dell’apparecchio), come fà il turista a capire che cosa deve fare, per fare ciò che deve fare, e…dove lo deve fare?
Scusate mi sono lasciato influenzare dal Totò e Peppino a Milano…(per andare dove dobbiamo andare, ecc…).
Ma c’è un altro aspetto, diciamo così, sociale ed educativo, che mi fa venire da piangere. Ma come? Stiamo cercando di internazionalizzare il nostro linguaggio (italiano, per chi ancora lo parla, ma soprattutto lo sa scrivere) nella lingua inglese (che fa molto figo), ormai impostaci “manu millitari”, dalla globalizzazione: e l’ENI cha fa? Ci porta indietro nel tempo? Quando in Italia, per parlare un piemontese con un siciliano (dico a caso) ci voleva il traduttore?
Questa è la prova provata, che la globalizzazione finalizzata al turbocapitalismo, ci sta portando indietro, oltre che nella sistematica demolizione dei diritti conquistati dai nostri padri e nonni con il sangue e le lotte operaie degli scorsi decenni: anche nel regredire del linguaggio.
E ciò, per chi non lo avesse ancora capito, nel solco storico del “divide et impera” del capitalismo mondiale; il quale dopo la caduta dell’Urss, sta cercando i tutti i modi possibili ed immaginabili, ma anche inimmaginabili da una mente sana (v. vaccino pseudo-salvifico, ormai sputtanato da tutti – Ah! Serva Italia… - ): di portare le lancette della storia indietro di, esattamente 175 anni.
E cioè a prima dell’uscita di quel libretto (1848), che ha per nome “Il Manifesto del Partito Comunista”, scritto da un certo Marx ed anche Engels, dove c’erano gli embrioni di una vera e propria rivoluzione culturale (dopo la Rivoluzione francese), che ebbe il suo massimo picco, nella Rivoluzione d’ottobre di Lenin (1917).
Dopo di che, arrivo quel brav’uomo di Gorbaciv, che in modo ingenuo, “abbassò la guardia”, nel senso che “ruppe le righe” dell’Unione sovietica (in tutti i sensi), e subito, al turbocapitalismo occidentale, non parve vero di potersi comprare a due soldi, interi pezzi del sistema economico dei paesi ex patto di Varsavia, nonché “occidentalizzare” quei popoli.
In Italia, qualcosa del genere, politicamente parlando, l’ha fatta quel brav’uomo di Bersani “rompendo le righe” a favore di “Mr. Because”, ossia Renzi.
Non pago di questo. Bersani (Dio lo perdoni) si è innamorato (sempre politicamente parlando), di un certo Roberto Speranza; il quale, inopinatamente, fu designato da Bersani (quando era Segretario del PD) nientemeno che Capogruppo alla Camera dei deputati (2013).
Ove ce ne fosse bisogno, a dimostrazione che alcuni capi politici della Sinistra, hanno in se medesimi, il virus del masochismo; essi, infatti, spesso distruggono le creature (la Sinistra) cui vengono a capo, per i misteri delle congiunzioni astrali.
Massimo Piccolo
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