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Inserita in Cultura il 28/04/2021
da Cinzia Testa
La Regione siciliana finanzia con il "PON Legalità" progetti per i giovani che non studiano e non lavorano, la generazione NEET
In Sicilia sono stati stanziati tre milioni di euro dal PON Legalità 2014-2020 per l´attivazione di percorsi formativi rivolti ai tantissimi giovani, tra i 14 e 25 anni che hanno abbandonato gli studi, che oltre a non studiare non lavorano e che presentano elevati rischi di devianza e ragazzi che si trovano in situazione di disagio socio-economico. Il contributo regionale è dunque finalizzato a combattere le gravi forme di disagio educativo e a ridurre, in definitiva, la percentuale di "Neet". Il sostegno economico promuove l´inclusione di questi ragazzi. Si tratta di un obiettivo ambizioso quello della Regione che, attraverso l´educazione alla legalità e alla cultura, ha come scopo l´integrazione di questi giovani nel contesto sociale e occupazionale. La Sicilia, infatti, fa registare un alto alto tasso di disoccupazione rispetto al resto del Paese. I ragazzi ‘Neet’ (not in education, employement or training) sono oltre mezzo milione. Un giovane su due è Neet. Non svolgono alcuna attività, né tirocini, né stage, né corsi di aggiornamento. Sono speso sfiduciati e privi di speranze e preoccupati per le tante incognite per un futuro che non vede per loro alcun sbocco occupazionale. Inoltre, da parte loro, vi è anche una totale sfiducia nei confronti delle istituzioni, oltre alla difficoltà di trovare lavoro stabile. Criticità e difficoltà che si vanno a sommare anche ai limiti della politica siciliana e alla pesante della burocrazia che frena qualsiasi iniziativa imprenditoriale. In Sicilia, terra della mafia, questi giovani finiscono pere diventare humus fertile per il reclutamento della criminalità organizzata. Questo fenomeno davvero preoccupante riguarda anche altre regioni del Sud, ma l´isola è in testa. A seguire la Calabria, la Puglia, la Sardegna e la Campania, regioni con percentuali più alte di giovani "Neet". Questi giovani sono anche il frutto di una fallimentare politica attiva del lavoro e della formazione professionale. I giovani non sono stati orientati in direzione di una cultura che avrebbe favorito, se promossa in modo serio, lo sviluppo della legalità, della parità di genere e dei corretti stili di vita, il superamento di ogni forma di illegalità, di discriminazione e violenza, ovvero di percorsi di educazione alla lettura, alla musica, al teatro, alle arti, allo sport e alla conoscenza consapevole dei diritti umani, anche finalizzati all’inclusione lavorativa. La pandemia in corso ha finito per aggravare la situazione. I progetti promossi dalla misura economica prevedono, in particolare, laboratori di alfabetizzazione, valorizzazione delle diverse abilità individuali, iniziative seminariali per la cittadinanza attiva e l’orientamento, percorsi di legalità, e infine, lotta alle mafia e alla criminalità organizzata. Ogni progetto può avere un costo massimo di 60 mila euro, può prevedere non più di quattro interventi attuativi (laboratori), deve includere un numero di allievi compreso tra 15 e 25 e dovrà concludersi entro il 31 dicembre 2022. “Stiamo investendo risorse per potenziare, in Sicilia, le attività di contrasto all’abbandono scolastico e alla povertà educativa – dichiara l’assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, Roberto Lagalla – fenomeni preoccupanti. Vogliamo offrire percorsi per il recupero dei ritardi formativi, opportunità per sviluppare corretti stili di vita e capacità critica nei confronti di illegalità e violenza, possibilità di avvicinarsi alle molteplici forme artistiche e culturali. Tutto questo ha l’obiettivo di colmare quel divario educativo che in molti contesti impedisce una crescita armonica dei ragazzi” L´auspicio è che questi tre milioni di euro contribuiscano concretamente a ridurre significativamente l’esercito dei "Neet".
Enza Maria Agrusa
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