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Inserita in Cultura il 25/01/2021 da Cinzia Testa

Archeloclub d’Italia porta il paesaggio in diretta sulle piattaforme social

Archeloclub
Finocchiaro, (Responsabile Nazionale dei Dipartimento Architettura e Paesaggi di Archeoclub d’Italia): “Anche il WeBinar Architettura e Paesaggio – la poetica dello spazio sacro, ha avuto grande successo nell’ambito del “Giubileo di Archeoclub d’Italia”. La missione è sviluppare la ricerca, per promuovere buone pratiche, sostenendo le eccellenze che questo Paese Italia possiede”.


Illustrati progetti per la valorizzazione dei paesaggi e dei borghi italiani.


Possibile rivedere tutto su Archeoclub d´Italia Italia | Facebook





Venerdì 29 Gennaio – Ore 18 – gli esperti si confronteranno su: “Normativa – Terzo Settore e Beni Culturali – Prospettive Recovery Fund”.




“Due i progetti essenziali da me illustrati: Il primo progetto riguarda un belvedere pensato a mezza costa del monte della Rocca che sovrasta la città di Cefalù, in Sicilia, il secondo riguardante il territorio di Baucina, in provincia di Palermo.


Al termine della relazione “Sorella Madre Terra, ho mostrato un paio di miei progetti di ricerca, cui ho demandato per l’occasione il compito di esprimere il mio modo di intendere la natura dello spazio sacro in un mondo ormai quasi del tutto secolarizzato. Non si tratta in effetti di architetture destinate a una fruizione religiosa, ma certamente contemplativa della bellezza del Creato. Il primo progetto riguarda un belvedere pensato a mezza costa del monte della Rocca che sovrasta la città di Cefalù, in Sicilia. È stato immaginato come un’ “Ode a Dio Assente”, e anche se in termini funzionali assolverebbe al compito di terminale superiore di un ascensore interno alla montagna, la sua configurazione è quella di un tempio scoperchiato, destinato alla contemplazione del paesaggio, dell’orizzonte del mare e del cielo”. Lo ha dichiarato l’architetto Marcello Panzarella, già Ordinario di Composizione Architettonica e Urbana dell’Università di Palermo, autore di libri e studi importanti, a margine della Video – Conferenza “Architettura e Paesaggio – la poetica dello spazio sacro” svoltasi nell’ambito del “Giubileo di Archeoclub d’Italia”.





Panzarella è anche docente dell’International Doctorate of Research in Architecture “Villard D’Honnecourt”, dell’IUAV di Venezia. La sua ricerca ha riguardato gli studi urbani dei piccoli borghi del Sud Italia, il progetto per la “Moschea d’Occidente” e il progetto urbano in relazione con le infrastrutture dei trasporti.





Il progetto del belvedere paesaggistico di Baucina.


“Il secondo progetto riguarda un piccolo luogo destinato a rappresentazioni teatrali, con una funzione apparentemente accessoria che anche in questo caso è invece quella principale e contemplativa – ha proseguito Panzarella - quale belvedere posto in una convalle tra due monti e allo stesso tempo all’apice del crinale di due altre valli, nel territorio di Baucina, in provincia di Palermo. Entrambi i progetti sono pensati anche come oggetti di vista mirata, quali landmark attivi nel paesaggio e punti di accumulazione di tensioni spaziali da raccogliere nel rapporto tra le singolarità del sito e la loro interpretazione sensibile in termini di architettura. Aggiungo che è mia convinzione, suffragata dall’esperienza di oltre quarant’anni di impegno nel campo dell’architettura, che se l’uno o l’altro o entrambi i progetti fossero realmente oggetto di una pratica destinata alla loro realizzazione come opere pubbliche, essi sarebbero bocciati dalle autorità di tutela, che troppo spesso hanno trasformato il loro compito in un esercizio burocratico, anziché affinare le proprie capacità di lettura degli intenti di un’opera proposta, e dei modi in cui essa intende raccogliere il compito di custodire la bellezza esistente senza rinuncia a esercitare le funzioni proprie della vita contemporanea”.





Archeoclub accende dunque le luci sull’Italia e ha dato il via al “Giubileo di Archeoclub”. Più di 30 tra architetti, archeologi geologi, restauratori e professionisti attivi nel campo del turismo culturale, stanno raccontando i vari campi in cui ArcheoClub D’Italia opera da 50 anni: Archeologia - Storia - Architettura – Ingegneria Naturalistica - Arte - Protezione Civile. La prossima diretta sarà Venerdì 29 Gennaio alle ore 18 su “Normativa – Terzo Settore e Beni Culturali - Prospettive e attese dal Recovery Fund








“In occasione del terzo appuntamento dedicato a “Architettura e Paesaggio – la poetica dello spazio sacro”, abbiamo avuto altre due personalità importanti del mondo accademico: il prof. Marcello Panzarella che ha aderito ben volentieri ad Archeoclub entrando a far parte del comitato scientifico nazionale – ha affermato Francesco Finocchiaro, Presidente della Sede locale dell’Archeoclub d’Italia, Hybla Major di Paternò e Responsabile Nazionale dei Dipartimento Architettura e Paesaggi di Archeoclub d’Italia - inoltre Panzarella è stato ordinario di Composizione Architettonica e Urbana presso Università di Palermo. E abbiamo avuto il prof. Antonello Marotta, Architetto e Studioso di teorie del progetto, Ricercatore Dipartimento di Architettura e Design e Urbanistica dell’Università degli Studi di Sassari, autore di libri importanti. In apertura i saluti di Rosario Satanastasio, Presidente Nazionale di Archeoclub d’Italia.





L’esperienza - nel Direttivo Nazionale dell’Archeoclub d’Italia - non può prescindere dall’esigenza e dalla necessità di dare un contributo personale, sia sul piano della ricerca che sotto l’aspetto progettuale. Entrambe le questioni – ricerca e progetti – devono puntare all’utilità di sistema, all’esportabilità dei processi, alle attivazioni di buone pratiche. Per questo motivo si sono individuati alcuni percorsi di approfondimento – a partire dalla storia della città e del territorio – che ci permettono di individuare criticità, e proporre soluzioni e possibili attori della filiera; per dare un contributo in termini di tutela, conservazione, fruizione e valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico italiano. In particolare quello delle perifericità, in considerazione delle pressioni trasformative sempre più imminenti e invasive. Quindi, non solo comprendere le “stratificazioni culturali” ma gestire il loro rapporto con la modernità. Per questo motivo sono state individuate tre scale esplorative, che l’Archeoclub può approfondire in questo triennio: l’architettura, la città, il paesaggio.


Il rudere, il reperto, la città storica, i siti archeologici, i paesaggi, sono ambiti in cui l’architettura è chiamata a dare risposte concrete e coerenti, rispetto alle criticità del nostro tempo. Un dibattito aperto e conflittuale, a cui vogliamo dare un nostro contributo operativo. I temi più rilevanti che vogliamo affrontare sono le coperture e le protezioni dei giacimenti archeologici, la narrazione degli stessi, anche attraverso le anastilosi virtuali; la questione delle opere provvisionali e dei puntellamenti - che spesso diventano solo dispositivi di mummificazione del patrimonio culturale - e il tema della trasformazione della città storica e della campagna, con le sue conflittuali compresenze tipologiche e morfologiche. L’architettura quindi, come strumento, come dispositivo – di ricerca e di progetto. Vogliamo raccontare le buone pratiche e sperimentare nuove soluzioni.





Leggere i nuovi paesaggi – valorizzare – promuovere – far conoscere.


“La ricerca non può prescindere dalla definizione di un metodo d’indagine. Leggere la storia attraverso la forma delle città e la loro morfogenesi, significa rimettere al centro la multidisciplinarità; una metodologia sistemica, geografica, di rete, di visione. Le reti della mobilità storica – ha concluso Finocchiaro - le modificazioni che la natura ha imposto al territorio – anche attraverso la geoarcheologia, la forma dell’acqua, le liturgie urbane (religiose e laiche), gli eventi politici, militari, religiosi e commerciali, la campagna con le sue trasformazioni produttive, le strutture politiche di governo (ordini religiosi, signorie, feudatari, ecc.); contribuiscono tutte a definire la forma urbis, la sua natura; sia essa costruita che coltivata. Un sito archeologico, un palazzo nobiliare, una tonnara, una città, non possono che essere, parte di un sistema complesso di relazioni, di connessioni, di stratificazioni che vanno fatte emergere e narrate. Con gli strumenti della modernità e dell’innovazione digitale, per realizzare un nuovo palinsesto culturale e turistico. Desideriamo sostenere questo modo di leggere la città e le sue esperienze culturali.


L’Archeoclub non è solo contemplare romanticamente il rudere archeologico, nelle gite fuori porta. Oggi bisogna guardare oltre e leggere gli ambiti di approfondimento, individuando nuovi paesaggi culturali e disciplinari, nuovi ambiti: l’archeologia, l’antropologia, le arti visive e plastiche, la letteratura, la musica, il teatro, il cinema, la danza, la fotografia, anche nelle loro espressioni contemporanee. Individuare non tanto un paesaggio ma “i paesaggi” (come definisce la Convenzione Europea del Paesaggio di Firenze nel 2000). Un atlante ragionato che descrive l’uomo e la sua dimensione terrena e divina. Un modo per guardare, non più l’oggetto in se, ma lo stesso elemento emergente nel suo contesto. Significa incidere sulla percezione dei paesaggi urbani e rurali, naturali e antropici. Significa avere una visione politica, che incide sulla percezione della bellezza che vivono le nostre comunità, attraverso una presenza capillare nelle istituzioni, negli enti, nelle scuole. Sosteniamo un diverso modo di guardare, di indagare e di trasformare il nostro pianeta (glolocal), definendo una diversa modalità di percezione e di osservazione.


La missione è sviluppare la ricerca, per promuovere buone pratiche, sostenendo le eccellenze che questo Paese Italia possiede. Il nostro compito è entrare nei dibattiti – nazionali e internazionali - con il contributo, frutto del lavoro di rete, tra le tante sedi italiane. Questo significa partecipare attivamente ai convegni, alle mostre, ai seminari; sostenere il lavoro di studenti, laureandi, dottorandi e ricercatori italiani e le loro scuole, insieme ai tanti enti, per realizzare un atlante di conoscenze utile per avviare buone pratiche avviando seminari di progettazione, laboratori e mostre, per narrare e costruire il nostro futuro a partire dalla nostra storia”.



 

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