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Inserita in Politica il 10/10/2020
da Direttore
Noi docenti che viviamo la scuola ogni giorno rileviamo che sono in costante aumento le classi che gradualmente vanno in sorveglianza attiva
Il Coordinamento Nazionale dei Docenti della disciplina dei Diritti Umani, vista la situazione di emergenza nella quale ci troviamo in questo periodo a causa della pandemia ed alla luce dell’emanazione del nuovo DPCM da parte del Presidente del Consiglio dei ministri, vuole sottoporre all’attenzione del Comitato tecnico scientifico la difficile situazione che sta attraversando il settore della scuola. Come abbiamo potuto apprendere dai media, il numero dei contagi sale ogni giorno ed attualmente si attesta intorno ai 5.327 contagi (343.770 il dato complessivo) e 28 morti, con il totale delle vittime che sale a 36.111. Nelle prossime settimane, tuttavia, si prevedono ulteriori aumenti così come confermato anche da Hans Kluge, direttore della sezione europea dell´Organizzazione mondiale della sanità, che ha indicato nei mesi di ottobre e novembre il periodo più delicato sul fronte del coronavirus con un boom di casi e un tasso di mortalità più alto. In questo contesto, il Governo ha provveduto a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 e ad adottare provvedimenti restrittivi come l’uso della mascherina anche all’aperto, pena multe da 400 a 1.000 euro, con maggiori controlli sugli assembramenti lasciando alle regioni la possibilità di introdurre misure ancor più severe. Noi docenti che viviamo la scuola ogni giorno rileviamo che sono in costante aumento le classi che gradualmente vanno in sorveglianza attiva, isolamento o in quarantena. Ciò nonostante, i docenti delle classi interessate “possono” rimanere a scuola rendendo un’autodichiarazione che attesti l’utilizzo delle misure e dei dispositivi di sicurezza - che ricordiamo è rappresentata dalla sola mascherina di tipo chirurgico - divenendo un potenziale veicolo di contagio. Premesso ciò, il CCNDU intende porre alcuni quesiti al Comitato Tecnico Scientifico ed alla Ministra dell’Istruzione in vista del concorso straordinario per il ruolo che si terrà a partire dal 22 ottobre e fino al 16 novembre p.v. in sedi dislocate presso i plessi scolastici di tutto il territorio nazionale. Tenuto conto che lo svolgimento delle prove è stato programmato in concomitanza alle lezioni, per sessioni mattutine e pomeridiane, e che inevitabilmente la partecipazione alla procedura impedisce ai docenti di poter svolgere il proprio servizio per recarsi alle sedi concorsuali a considerevoli distanze, senza alcuno spirito polemico o ostativo chiediamo rassicurazioni circa la delicata procedura che sta per avviarsi. - È stato previsto un protocollo di sicurezza per lo spostamento, anche interregionale, dei 60.000 partecipanti a tutela della salute degli studenti e dei concorsisti? - È necessario ed indispensabile lo spostamento extraregione di migliaia di partecipanti? - È improcrastinabile una procedura concorsuale di tale portata in un momento di crescente diffusione del virus, specie tenendo conto della decorrenza giuridica del ruolo per i vincitori già fissato al 1° settembre 2020? - È possibile prevedere una prova suppletiva per tutti i docenti che, coinvolti da provvedimenti di quarantena, sorveglianza attiva e isolamento non avranno la possibilità di partecipare alla procedura? Auspichiamo che tutti i soggetti coinvolti valutino con elevatissima responsabilità ogni aspetto di questa procedura concorsuale, tenendo ben presente che sono in gioco alcuni dei diritti fondamentali dell’uomo quali il diritto alla salute di docenti e studenti minacciato dagli spostamenti e dalle possibili occasioni di contagio; il diritto al lavoro minacciato dal rischio di non poter concorrere per la stabilizzazione a causa del covid-19 o delle misure di restrizione; il diritto all´eguaglianza minacciato dall’esclusione dal concorso per motivi di salute e/o di infortunio per covid-19; il diritto all’istruzione degli alunni disturbato dalla concomitanza tra la procedura concorsuale e le lezioni; il diritto alla sicurezza tenuto conto del rischio che qualcuno possa intenzionalmente celare le sue condizioni di salute pur di sostenere la prova.
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