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Inserita in Cultura il 09/09/2019 da Cinzia Testa

Partinico, restaurato il Cortile della Decima per iniziativa di BCsicilia, Lions Club e Accademia della Cultura

Partinico,
Restaurato il Cortile della Decima di Partinico, la cinquecentesca struttura ubicata nel centro storico cittadino. Il restauro è stato fortemente voluto dalla sezione di Partinico di BCsicilia in collaborazione con l’Accademia della Cultura e l’ Ass. Lyons Serenianus di Partinico. All’inaugurazione hanno portato il saluto le Istituzioni locali, sono inoltre intervenuti l’antropologa prof.ssa Rita Cedrini, il prof. Ignazio Buttitta ed il Presidente regionale di BCsicilia dott. Alfonso Lo Cascio. Al suono dell’inno nazionale intonato dalla Banda musicale Arturo Toscanini di Partinico si è proceduto al taglio inaugurale del nastro tricolore. Successivamente mons. Salvatore Salvia e Padre Vito Bongiorno hanno proceduto alla benedizione dell’edicola votiva restaurata. Successivamente il restauratore M. Beniamin Carminio e l’arch. Angela Barbiera hanno evidenziato gli aspetti tecnici e qualitativi del restauro. La cerimonia si è conclusa con un rinfresco offerto ai presenti dagli organizzatori dell’evento.
Del Cortile della Decima con i relativi magazzini, si hanno notizie storiche certe sin dal 1538 con la citazione in un inventario di beni posseduti dall’Abbazia di Altofonte nella Sala di Partinico. La struttura era originariamente dotata di un ampio cortile interno circondato da magazzini adibiti al processo di vinificazione e conservazione del vino ed inoltre al deposito di frumento, granaglie varie, legumi ed olio. Partinico, in quegli anni, registrava una popolazione di circa 2000 abitanti per lo più contadini, ortolani ed agricoltori in genere, dediti alla coltivazione dei campi. Poche famiglie di nobili ed il clero rappresentavano la classe dominante. I contadini, sudditi, venivano vessati con censi e tributi vari che rendevano ancora più misera la loro triste esistenza. Uno di questi strumenti vessatori era “il versamento della Decima” istituita dall’Abate di Altofonte nel 1580. E così nei periodi di raccolta dell’uva, delle olive, del grano decine e decine di contadini depositavano il 10% della produzione agricola nei magazzini della Decima. L’edicola votiva presente all’ingresso del cortile, oggetto del restauro, si presume avesse una motivazione consolatoria per i contadini costretti a privarsi di parte del frutto del loro lavoro. L’edicola votiva denominata “Madonna col Bambino” è posizionata nell’androne d’ingresso a destra. Dominante nel dipinto è l’immagine della Madonna col Bambino Gesù’ che porge un rosario ad uno dei monaci cistercensi che occupano i due lati del dipinto. In basso vengono raffigurate le anime del purgatorio avvolte dalle fiamme. Dopo alcuni decenni e segnatamente nel 1803, durante la dominazione borbonica, regnante Ferdinando di Borbone, re di Sicilia dal 1798 al 1812, vengono aboliti, con decreto regio, i dazi feudali vigenti e viene fra l’altro abolita anche l’odiata “Decima” sulle produzioni agricole. A seguito di questi provvedimenti i magazzini della decima vengono espropriati e trasferito al patrimonio comunale. Nel provvedimento di esproprio si legge tra l’altro che “i magazzini della Decima da luoghi di dolore e di vessazione vengano trasformati in luoghi di svago e di godimento per il popolo. E fu così che , con intervento regio, parte dei magazzini della decima vengono trasformati in teatro comunale. Nel 1806, alla presenza delle autorità comunali, viene inaugurato il “Teatro di San Leopoldo” che nel tempo ospitò numerosi e partecipati spettacoli teatrali e musicali. Il tutto fino al 1856. Subito dopo inizio il declino e l’abbandono dei luoghi. Il teatro venne chiuso ed abbandonato e così anche la cappella votiva venne abbandonata e lasciata morire nell’incuria e nel degrado. Dopo il restauro, il Cortile della Decima è tornato al suo antico splendore ed il profumo dei fiori affascina i visitatori immergendoli in un’atmosfera piena di fascino e di storia.

In allegato l’edicola del cortile della Decima restaurata e targa commemorativa.

 

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