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Inserita in Economia il 16/05/2019 da Direttore

Piattaforma per il rinnovo del CCNL del credito a Trapani. Masi (Uilca): ´Necessario ripartire dal Sud´

Piattaforma
Continuano le Assemblee delle Lavoratrici e dei Lavoratori che vede impegnate unitariamente le sigle sindacali del Credito. Oggi il Segretario Generale della Uilca ha partecipato all’assemblea che si è tenuta a Trapani, dove ha evidenziato la visione di prospettiva della Piattaforma per il rinnovo del CCNL del Credito, quale base per affrontare i possibili scenari futuri del settore, nella consapevolezza che questo riveste una centralità nel Paese per le implicazioni occupazionali, salariali, normative, politiche, sociali ed economiche prodotte dalle sue dinamiche. Masi ha ribadito la centralità del Contratto Nazionale quale elemento di coesione della categoria dei bancari e punto di riferimento per il settore e per il Paese, considerando le implicazioni che gli scenari finanziari sempre più̀ spesso determinano dal punto di vista economico, politico, sociale e nel mondo del lavoro ma anche come strumento di inclusione, nell’ottica di favorire il recupero di logiche collettive.

“Come Uilca non abbiamo tralasciato nessun elemento per la tutela delle Lavoratrici e dei Lavoratori bancari. Abbiamo chiesto un aumento salariale di 200 euro” - ha affermato Masi- e il raggiungimento dell’indispensabile eliminazione delle pressioni commerciali verso le Lavoratrici e i Lavoratori”.

La cornice dell’assemblea ha reso inevitabile che il Segretario Generale della Uilca si concentrasse sui territori del sud, da “cui è necessario investire per la ripresa dell’Italia”.

“Abbandonare la clientela, le Lavoratrici e i Lavoratori e abbandonare certe zone del Paese, soprattutto al Sud, equivale a consegnare la gestione dei risparmi degli onesti cittadini alla malavita, con il rischio di aumentare l’usura già̀ oggi persistente, oltre ad aumentare l’insoddisfazione e il disagio della clientela” - ha continuato Masi.

“Il Governo nazionale e i presidenti delle regioni meridionali dovrebbero preoccuparsi dei territori del Sud e dei processi di “desertificazione bancaria”. Come Uilca abbiamo affermato più volte che esistono problemi morali, economici e di sicurezza sociale ogni qualvolta un Paese rimane senza uno sportello bancario e postale e improvvisamente, non solo al Sud, si aprono finanziarie con tutti i problemi che ne conseguono. Serve un intervento del Governo, nonostante la presenza di un Fondo per l’occupazione che ha consentito l’assunzione di circa 21mila giovani, anche al Sud. C’è ancora molto da fare, visto che in Sicilia la disoccupazione giovanile supera il 60%.” Inoltre vogliamo chiedere alle banche di portare lavorazioni qualificanti nelle zone del meridione, evitando un ulteriore penalizzazione sulla professionalità̀ degli addetti”. Le parole del Segretario Generale Uilca.

Masi si è soffermato anche sulle ultime vicende che hanno visto investito Carige, sottolineando la presenza della Banca nel Meridione e l’impegno della Uilca a tutela delle Lavoratrici e dei Lavoratori di queste filiali.

Masi ha sottolineato come già nei territori siciliani si siano persi circa 2.300 posti di lavoro (esattamente 2.308), con la chiusura di 291 sportelli negli ultimi sei anni, oltre alla chiusura di una decina di filiali di banche di credito cooperativo. In molti comuni dell´Isola non esiste più̀ uno sportello bancario. Per questo la Uilca continua a sollevare la questione meridionale e chiede di aprire un confronto con il governo regionale e con le altre parti sociali per riportare all´ordine del giorno le tematiche del credito in Sicilia.

“Saremo dalla parte delle Lavoratrici e dei Lavoratori del Sud anche con una la presenza fisica della Segreteria Nazionale. Stiamo infatti organizzando i nostri Esecutivi Nazionali nei territori del Sud Italia. -conclude Masi- Non abbiamo nessuna intenzione di indietreggiare sulle nostre posizioni nei confronti di una politica, locale e nazionale, cieca e sorda, da cui più volte abbiamo sollecitato risposte che non sono mai arrivate e che da anni non investe e che si dimentica di territori che meritano di essere valorizzati.”

 

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