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Inserita in Politica il 02/08/2016
da REDAZIONE REGIONALE
DOPO 15 ANNI LA REGIONE RECEPISCE IL TESTO UNICO DELL’EDILIZIA
FINALMENTE ANCHE LA SICILIA FA PARTE DELL’ITALIA IL SETTORE POTRA’ USUFRUIRE DI TANTI BENEFICI FINORA NEGATI
Palermo, 2 agosto 2016 – “Dopo 15 anni la Regione siciliana recepisce, in maniera dinamica, il Testo unico dell’Edilizia che nel 2001 ha innovato in maniera evoluta e incentivante le norme in materia: finalmente anche la Sicilia entra a fare parte dell’Italia nel campo delle costruzioni. Non possiamo che essere soddisfatti”. E’ il commento di Santo Cutrone, presidente di Ance Sicilia, all’approvazione da parte dell’Ars del disegno di legge che recepisce il Dpr 380 del 2001, appunto il Testo unico dell’Edilizia. “Un grave ritardo – aggiunge Cutrone – che deve fare riflettere sull’urgenza di rivedere lo Statuto regionale affinché nel recepire le leggi nazionali l’Autonomia da freno dello sviluppo possa diventare una rapida opportunità di agganciare la ripresa e superare l’arretratezza economica e sociale dell’Isola. Adesso – aggiunge Cutrone – spetta a tutte le pubbliche amministrazioni applicare nella maniera più celere e coerente possibile le nuove norme, affinché il settore possa godere quanto prima dei tanti benefici vigenti nel resto d’Italia e finora negati alle imprese siciliane. Un gap di concorrenza che era diventato intollerabile e insostenibile”. Fra questi, quelli introdotti dal “Decreto del Fare” che, modificando il Dpr 380, ha introdotto numerose semplificazioni, quali la demolizione e ricostruzione di edifici con modifica della sagoma. Inoltre, gli enti locali siciliani adesso dovranno adottare gli stessi termini usati nel resto del Paese, come il “permesso di costruire” invece della “concessione edilizia”. “Non è solo una questione lessicale, ma anche di contenuti e procedure – spiega Santo Cutrone – che nel frattempo sono già cambiati col ‘decreto legislativo Scia’ entrato in vigore lo scorso 28 luglio e che cambieranno ulteriormente con il prossimo ‘decreto legislativo Scia 2’ già esitato lo scorso 15 giugno dal Consiglio dei ministri. Questo testo modificherà il Dpr 380 e, ad esempio, prevederà tre sole possibili alternative di provvedimenti amministrativi per l’attività edilizia: il Permesso di costruire, la Segnalazione certificata di inizio attività (Scia) e la Comunicazione di inizio lavori asseverata (Cila), oltre alla Edilizia libera e alla Segnalazione certificata di agibilità. E in vista vi sono anche il nuovo Regolamento edilizio unico e la nuova Terminologia unica associata”. “In sostanza – conclude Cutrone – se l’Ars avesse perso questa occasione di recepire il Testo unico dell’Edilizia del 2001, la Sicilia sarebbe rimasta indietro anni luce e totalmente tagliata fuori dalla notevole evoluzione che l’intero sistema normativo sta subendo a livello nazionale”.
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