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Inserita in Nera il 22/06/2016
da REDAZIONE REGIONALE
POLIZIA DI STATO E GUARDIA DI FINANZA FERMATI SETTE SCAFISTI IN OCCASIONE DELL’ULTIMO SBARCO
In occasione dell’ultimo sbarco, personale della sezione criminalità straniera della Squadra Mobile di Trapani, in collaborazione con Militari della Guardia di Finanza di Trapani, ha posto in stato di fermo i seguenti cittadini stranieri: • HUSSEIN Ibrahim Shahada, nato in Egitto il 03.08.1989; • ALI HASSAN SAMMAR Said, nato in Egitto il 12.04.96; • DARWICHE Mouhamad, nato Egitto il 20.09.1986; • EL FIKY Mohamed, nato in Egitto il 04.03.96; • MAROUANE Karim, nato in Egitto il 01.09.1996; • SABER Alì Abdelrahman, nato in Siria 01.01.1999; • MAHMOUD AL QANAF Mahmoud Anani, nato in Egitto 03.07.1999.
Nella mattinata di Venerdì 17 Giugno u.s. la Nave Militare VAN AMSTEL battente bandiera Olandese è approdata al Molo Ronciglio del Porto di Trapani, facendo sbarcare 441 migranti.
Nella circostanza, si è appreso da personale della Guardia Di Finanza, a bordo della predetta nave in qualità di ufficiale di collegamento, che il trasbordo faceva riferimento ad un precedente soccorso posto in essere in acque internazionali, a sud della Grecia, e relativo a nr.2 distinti eventi S.A.R.
I migranti, giunti al porto di Trapani, sono stati dapprima sottoposti a visite mediche e successivamente trasferiti presso il HOT SPOT di Milo per le dovute procedure d’identificazione. Qui, sin da subito, il personale della Squadra Mobile della Polizia di Stato e del Nucleo di Polizia Tributaria e della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza ha svolto un’attività info-investigativa volta ad acquisire informazioni utili all’individuazione di possibili favoreggiatori all’immigrazione clandestina.
Con particolare riferimento al secondo evento S.A.R. si è proceduto all’escussione di moltissimi testimoni che hanno riferito di essere partiti dalla costa egiziana, dopo aver pagato, per lo stesso viaggio, centinaia dollari ed euro cadauno ad intermediari di un’organizzazione siriana. I migranti, di prevalente nazionalità somala, sudanese, eritrea, siriana, yemenita, etiope, palestinese egiziana, camerunense e congolese, sono stati soccorsi dopo quasi 10 giorni di navigazione a bordo di un barcone battente bandiera egiziana, in pessime condizioni di galleggiamento.
Gli stessi migranti hanno fornito versioni univoche riguardo le fasi del viaggio, con descrizioni in sostanza sovrapponibili di coloro che avevano condotto l’imbarcazione in legno.
Nel merito, USSEIN Ibrahim Shahada, ALI HASSAN SAMMAR Said, DARWICHE Mouhamad e EL FIKY Mohamed, sono stati indicati come coloro che, alternandosi al comando giorno e notte, avevano condotto l’imbarcazione dall’Egitto fino al momento del soccorso, mentre MAROUANE Karim, SABER Alì Abdelrahman e MAHMOUD AL QANAF Mahmoud Anani, venivano indicati come i membri dell’equipaggio che d’ausilio ai comandanti mantenevano l’ordine a bordo anche attraverso violenze e minacce.
In particolare, alcuni testimoni hanno raccontato come, dopo alcuni giorni di viaggio, i sopracitati scafisti hanno interrotto per un intero giorno la navigazione, costringendo i migranti a pagare ulteriori somme di denaro per proseguire la traversata. Nell’occasione, alcuni sono stati minacciati, paventandosi loro la prospettiva che, laddove non avessero ceduto a queste vere e proprie richieste estorsive, sarebbero stati lasciati morire in mare.
Al termine di una laboriosa e complessa attività d’indagine, sostenuta dalla paziente collaborazione di alcuni mediatori culturali in servizio presso l’ufficio Immigrazione di Trapani, si è riusciti a ricostruire quanto accaduto, ponendo in stato di fermo i 7 presunti favoreggiatori. Due di loro, hanno provato addirittura a sottrarsi alle proprie responsabilità, rivelando false generalità e nazionalità, che sono state però accertate dopo alcuni approfondimenti investigativi.
Sulla scorta di quanto sopra rappresentato, USSEIN Ibrahim Shahada, ALI HASSAN SAMMAR Said, DARWICHE Mouhamad, EL FIKY Mohamed, MAROUANE Karim, SABER Alì Abdelrahman e MAHMOUD AL QANAF Mahmoud Anani, sono stati posti in stato di fermo per il reato di favoreggiamento aggravato all’immigrazione clandestina e, dopo le formalità di rito, associati presso la Casa Circondariale di Trapani a disposizione dell’A.G.
Il GIP presso il Tribunale di Trapani condividendo le risultante investigative della Squadra Mobile e del Nucleo di Polizia Tributaria ha convalidato il provvedimento di fermo, disponendo per i sette la custodia cautelare in carcere.
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