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Inserita in Sport il 07/06/2016
da Giusy Modica
LA CAPOEIRA
La capoeira, più che una disciplina sportiva e/o arte marziale, è una vera e propria forma d’arte afro-brasiliana, che fonde elementi di rito, danza, lotta e gioco. Le origini di questa particolare “cultura” risalgono alle lotte tribali dell’Africa centro-occidentale: la tradizione racconta sia nata in Brasile, al tempo della colonizzazione, quando gli africani venivano portati dall’Africa al Brasile, come lotta di liberazione degli schiavi, dissimulata sotto forma di danza agli occhi del padrone. Gli schiavi africani, originari dell´Angola e del Congo, venivano impiegati come manodopera in lavori massacranti nelle piantagioni di canna da zucchero; al termine delle loro giornate si riunivano e ripercorrevano il loro passato da uomini liberi con i canti, le danze, le musiche ed i rituali, tra questi la Capoeira. Agli schiavi era vietata qualunque forma di combattimento diretto o comunque qualunque attività che potesse sembrare potenzialmente pericolosa per l´egemonia del padrone; pertanto essi si accingevano a praticare questa forma di lotta o di nascosto, oppure di fronte ai loro padroni, ma mascherandola sotto forma di rituale, di danza mimica acrobatica, con movimenti lenti ad incastro, al ritmo pacato di particolari strumenti tribali ed accompagnandola con canti, nenie e ritornelli spesso nella loro lingua (o dialetto) originale africana, incomprensibile quindi per i portoghesi. Ciò nonostante questa spettacolare forma espressiva venne vietata fin da subito, poiché vista come attività che favoriva l’aggregazione di gruppi ribelli.Tra gli anni 30 e gli anni 40 la Capoeira subisce importanti cambiamenti: viene, infatti, riconosciuta e accettata dallo Stato di Bahia. Nascono così le prime academias (accademie), frequentate anche da persone provenienti dalla classe medio-alta, quali dottori, avvocati e uomini politici. Le caratteristiche originarie della Capoeira prevedono un combattimento “giocoso” a due all’interno di un cerchio formato da persone (roda), le stesse che attraverso strumenti particolari (berimbau - strumento musicale a corda percossa; djembe (grande tamburo a calice) e canti animano il “gioco”. Il ritmo dell’esibizione (jôgo) può essere lento o rapido. Durante la pratica i rivali simulano movimenti d’attacco e di difesa in una dimostrazione di forza, destrezza, agilità ed elasticità. Il movimento base della Capoeira è la “ginga”(letteralmente dondolamento), un movimento aggraziato e flessibile delle gambe che segue il ritmo della musica. A seguire tanti altri movimenti basici come l’”au” (letteralmente ruota), la “resteira” (forma di sgambetto), ecc.. Il gioco può durare a lungo o essere breve; quando uno dei due “giocatori” esce dalla roda esprime la sua volontà di fermarsi. L´arte della Capoeira è tuttora una delle più alte espressioni folcloristiche ed artistiche del Brasile. Il 26 novembre 2014 la Roda de Capoeira, selezionata da una rosa di oltre 40 tradizioni culturali, è stata riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. L’organizzazione ha individuato in quest’arte una celebrazione della lotta contro l’oppressione e la discriminazione e allo stesso tempo un potente strumento d’integrazione fra etnie e culture diverse.
Palermo 07 Giugno 2016 Giusy Modica Consulente per la salute con lo sport presso l’Associazione Anas zonale Oreto. Per informazioni e appuntamenti chiamare al numero 091-336558 dalle ore 9:00 alle ore 13:00.
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