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Inserita in Cronaca il 20/04/2016
da REDAZIONE REGIONALE
MAZARA DEL VALLO - DALLE MANI DELLE DONNE ITALIANE E MUSULMANE NASCONO I RICAMI,
IN FONDAZIONE PRENDE FORMA IL PROGETTO “DONNA” CON LE MAMME DEI RAGAZZI
[MAZARA DEL VALLO] Autoimprenditorialità, autostima ed essere donna. Su questi valori si è mosso il progetto “Donna” promosso in Fondazione San Vito Onlus a Mazara del Vallo e che ha coinvolto ventidue donne italiane e tunisine, tutte mamme dei ragazzi che frequentano il centro “Voci del Mediterraneo”. Il motivo dello stare insieme è stato un corso di ricamo, avviato grazie alla disponibilità di Giovanna Braggio, una volontaria che ha messo a disposizione il proprio know-how alle donne che, una volta a settimana, frequentano il centro “Voci del Mediterraneo”. «L’idea che ci ha fatto mettere in pratica il progetto era la necessità di coinvolgere le famiglie dei ragazzi che frequentano il nostro centro – spiega Annamaria Lodato, una delle operatrici della Fondazione – quindi abbiamo avviato questo percorso a tappe: dapprima la conoscenza, poi la conoscenza del gruppo, il rilassamento guidato e poi il ricamo». Ne è nato un interesse e la voglia di stare assieme. «Il “fare” è alla base per la sconfitta di depressione e solitudine – spiega Marilena Campagna, assistente sociale della Fondazione – ecco perché è nato un vero e proprio laboratorio che vede insieme, una volta a settimana, tutte le mamme dei nostri ragazzi». In molte di loro è nata una vera passione per il ricamo. «È la prima volta che io ricamo – ha detto Afef Alilou – mi sono trovato bene in questo laboratorio». A incentivare la partecipazione delle donne musulmane sono stati proprio i figli, coloro che frequentano il centro “Voci del Mediterraneo”.
«CREARE CLIMA D’ACCOGLIENZA» - Col laboratorio di ricamo il percorso non si è concluso, perché per gli operatori della Fondazione l’obiettivo è quello di analizzare la figura della “donna” a 360 gradi. «A partire dalla famiglia – spiega ancora Annamaria Lodato – perché una mamma consapevole è una madre con tutto il nucleo familiare ma, soprattutto, con i figli. Il percorso vuole coinvolgerle in tutti i suoi aspetti. Tratteremo anche quello dell’alimentazione, parlando di cibo e abitudini». «Di fondo c’è la consapevolezza di creare un clima d’accoglienza – spiega Marilena Campagna, assistente sociale – dove chi viene qui deve sentirci non “diverso” ma accolto, uguale a tutti gli altri. Un percorso che le aiuterà, sicuramente, ad inserirsi di più nel tessuto sociale della città».
************* Fondazione San Vito Onlus - PRESS OFFICE
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