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Inserita in Politica il 30/10/2015
da REDAZIONE REGIONALE
SICILIA: GARANZIA GIOVANI, MESSINA (UGL), UN FALLIMENTO ANNUNCIATO TRA CAPORALATO E FURBETTI
“Abbiamo lanciato già da tempo l’allarme occupazione chiedendo al Governo regionale di farsi carico della responsabilità politica di invertire la rotta e creare i presupposti per garantire l’acceso al lavoro ai giovani. Cosa che è successa solamente in minima misura e con scarsi risultati”. A dichiararlo è Giuseppe Messina, Segretario responsabile dell’Ugl Sicilia. “Il Progetto Garanzia Giovani - spiega Messina - è nato a seguito dell’adozione della Raccomandazione europea del 2013 che ha stabilito che l’Italia deve garantire ai giovani un’offerta formativa e lavorativa valida. Un piano volto alla lotta alla disoccupazione giovanile che ha stanziato finanziamenti per i Paesi Membri con tassi di disoccupazione superiori al 25 per cento, destinando 1,5 miliardi di euro all’Italia”. “E’ fuor di dubbio - approfondisce il sindacalista - che l’intento comunitario sia nobile dato che incentiva l’inserimento di tutti quei giovani che non sono impiegati in nessuna attività lavorativa o in un percorso formativo. I fatti, però, dimostrano che la finalità non sempre è stata raggiunta e la gestione della misura comunitaria presenta gravi lacune in Sicilia dove gli stagisti, che ogni giorno mettono in campo la propria forza lavoro, da mesi non percepiscono il compenso per lo stage previsto da Garanzia Giovani”. “E non è tutto - denuncia il Segretario - , tirocini che in molti casi non hanno nulla di formativo ma si concretizzano in rapporti di lavoro veri e propri in cui i ragazzi vengono impiegati anche per 40 ore settimanali, svolgendo mansioni tipiche del lavoro subordinato, senza alcuna formazione e senza garanzie e tutele sul luogo di lavoro. E’ l’ennesima beffa per i giovani, che sa tanto di truffa”. “Di questa operazione, da quanto emerge, - prosegue il Segretario - pare siano soprattutto le aziende a guadagnarci. Alcune di esse hanno visto nel progetto una concreta possibilità per dare speranza ai giovani meritevoli, altre, invece, se ne sono approfittate assumendo i giovani e facendoli lavorare notte e giorno, superando il tetto massimo di ore possibili, altre ancora, invece, hanno sfruttato Garanzia Giovani per ‘regolarizzare’ situazioni di lavoro in nero, usufruendo dei contributi statali per pagare dipendenti che già lavoravano, non in regola per l’azienda stessa. Che dire, poi, di quelle aziende che hanno ‘assunto’ giovani tra i 15-29 per camuffare l’impiego di un altro membro della stessa famiglia over 29 già impiegato per l’azienda”. “Il sistema pensato ed adottato dal Governo regionale, - stigmatizza Messina - dati gli scarsi e spesso inefficaci controlli, si presta a facili manipolazioni e truffe. E se da un lato i fatti consegnano alle cronache i soliti furbetti, dall’altro il sistema perde una grande opportunità: formare giovani capaci che un giorno potrebbero veramente essere utili al rilancio economico, produttivo e culturale dell’Isola. Confusione ed approssimazione del Governo regionale e degli uffici dell’amministrazione, che dimostrano tutta l’inadeguatezza nel monitorare i progetti formativi e nel vigilare sull’attività degli enti attuatori. Le storture ci sono ed i tirocini formativi si sono rivelati uno strumento perverso che ha permesso a ‘certe’ aziende di regolarizzare temporaneamente e per sei mesi il lavoro irregolare senza erogare alcuna ora di tirocinio formativo, limitandosi, invece, a continuare ad utilizzare nelle stesse mansioni i giovani precedentemente assunti irregolarmente”. “E non basta – puntualizza il sindacalista - , siamo di fronte ad una sorta di caporalato camuffato attraverso lo strumento del tirocinio formativo che autorizza taluni dator, ‘i più furbi’, a ‘tassare’ i giovani tirocinanti facendo pagare una quota per costi vari tra cui, per esempio, l’assicurazione. Nella Sicilia del fallimento delle politiche attive del lavoro, con il più alto tasso di Neet (not in education, employement or training), d’Europa e senza alcun intervento riformatore nel mercato del lavoro, anche il tirocinio formativo, che avrebbe dovuto qualificare ed avvicinare i giovani al lavoro, si è rilevato un bluff, un fallimento a tutto tondo”. “Il governo regionale cambi passo, - conclude Messina -, prima che sia troppo tardi, riveda le misure di accesso nel mercato del lavoro, riformi i servizi per l’impiego e restituisca fiducia e speranza ad un esercito di giovani senza lavoro, contrasti il lavoro irregolare e persegua i caporali. La Sicilia chiede legalità e giustizia non clientelismo e pressapochismo”. PA. 30.10.2015 Filippo Virzì Ufficio Stampa Ugl Sicilia
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