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Inserita in Cronaca il 28/10/2015 da Umberto Crispo

ZIMBABWE – MAGNIFICO ELEFANTE UCCISO, LNDC PRENDE POSIZIONE E SCRIVE ALL’AMBASCIATORE

ZIMBABWE
Non c’è pace per gli animali simbolo dello Zimbabwe. Dopo la spietata e vigliacca uccisione di Cecil, il leone tredicenne più famoso del Hwange Natural Park, freddato dall’ormai famigerato dentista statunitense Walter James Palmer, un altro maestoso esemplare selvatico è caduto per mano di uno spietato cacciatore di trofei. Si tratta di un meraviglioso elefante di età compresa tra i 40 e i 50 anni, uno splendido animale tra i più grandi mai visti in Africa. Secondo quanto riportato dai media, il cacciatore avrebbe pagato circa 53.000 euro per una licenza di uccidere in un’area riservata alla caccia privata. Più o meno la stessa cifra che era stata pagata dal dentista americano per ammazzare crudelmente, scuoiare e decapitare il povero Cecil. Anche in questo caso, il cacciatore è un abbiente occidentale, un tedesco per la precisione, che può permettersi di approfittare dell’indigenza di una nazione africana per soddisfare degli istinti che evidentemente nascondono qualcosa di insano. Chiunque tragga piacere e soddisfazione dal togliere la vita a un essere innocente per puro divertimento, infatti, deve indubbiamente avere dei problemi psicologici che dovrebbe affrontare con il supporto di uno psicologo esperto invece di sfogarsi in questo modo. La situazione degli elefanti africani è drammatica. Negli ultimi dieci anni, la popolazione di questi pachidermi è diminuita del 62% e, secondo gli ambientalisti locali, di questo passo questi meravigliosi animali potrebbero estinguersi entro il prossimo decennio. Come se ciò non bastasse, all’inizio di quest’anno, il presidente/dittatore dello Zimbabwe Robert Mugabe ha deciso di servire carne di elefante nel banchetto per i festeggiamenti del suo novantunesimo compleanno. Una decisione che non ha nessun motivo, visto che il consumo di carne di elefante non rientra tra le tradizioni alimentari dell’Africa meridionale od orientale e che appare ancora più scellerata alla luce del rischio di estinzione di questi animali. Il sito The Rainforest Site ha lanciato una petizione da inviare al Segretario Generale dell’ONU affinché prenda una posizione in merito al consumo di carne di elefante. Il paradosso è che lo Zimbabwe è una nazione che vanta ben dieci parchi nazionali e in passato ha dimostrato grande attenzione alle tematiche di protezione ambientale. Non con grande successo. E’ fresca la notizia che sempre nel Parco Nazionale di Hwange sono stati rinvenuti i cadaveri di 26 elefanti avvelenati con il cianuro per impadronirsi delle loro zanne. Comunque è un dato di fatto che oggi, sommerso da una spaventosa crisi, il Paese cerca di arricchirsi sulle spalle di quello che potrebbe essere al contrario un patrimonio naturale da sfruttare in termini turistici e di studio. Alcuni altri paesi più illuminati, per esempio il Botswana e il Kenya, hanno messo al bando la caccia ai Big Five (elefanti, leopardi, leoni, bufali e rinoceronti). Lega Nazionale per la Difesa del Cane ha scritto all’ambasciatore dello Zimbabwe, condannando duramente questo scempio e chiedendo che il paese impari a riconoscere il valore del proprio patrimonio naturale: una risorsa che potrebbe essere messa a frutto in maniera molto più costruttiva anziché assecondare le manie di grandezza di ricchi occidentali annoiati e in cerca di emozioni forti.



 

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