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Inserita in Salute il 26/06/2013
da redazione
Il cuore degli europei regge meglio di 30 anni fa
Probabilmente anche lui inizia a fare il “callo”allo stress al quale viene costantemente sottoposto e inizia a tenere il ritmo.
Rispetto all´inizio degli anni ´80, i tassi di mortalità per malattie coronariche sono più che dimezzati in quasi tutti i Paesi del Vecchio continente. Un calo che riguarda uomini e donne, e che si registra nonostante l´epidemia di obesità e diabete.
A rilevare il trend è uno studio dell´università britannica di Oxford, pubblicato sull«European Heart Journal´, rivista della Società europea di cardiologia. Gli autori tengono però a precisare che è indispensabile non abbassare la guardia: le malattie cardiovascolari restano il killer numero uno in Europa, dove uccidono un uomo su 5 e una donna su 8.
Inoltre, resistono notevoli differenze fra nazione e nazione.
Danimarca, Malta, Paesi Bassi, Svezia e Regno Unito sono i Paesi in cui il crollo delle morti cardiache è stato più netto. Lo studio, firmato dal British Heart Foundation Health Promotion Research Group, ha analizzato la mortalità cardiovascolare in Europa dal 1980 al 2009, tra uomini e donne di varie fasce d´età: under 45, 45-54 anni, 55-64 anni, 65enni e over 65.
Considerando nel complesso tutte le categorie e tutte le nazioni, la riduzione delle morti nel periodo in esame è risultata costante. Tuttavia sono emerse differenze significative tra Paese e Paese, e in alcune fasce d´età l´andamento dei decessi è stabile o in aumento.
Secondo gli esperti, inoltre, fattori di rischio in crescita come diabete e obesità, e l´incremento del numero di fumatori in alcuni Stati, potrebbero avere un impatto sulle morti cardiache nei prossimi anni. «Vi sono alcuni Paesi nei quali i trend rilevati destano più preoccupazione», avverte la responsabile della ricerca Melanie Nichols.
«Nazioni - precisa - dove il calo delle morti ha subito un rallentamento negli anni, e un piccolo numero di Paesi in cui la mortalità per malattie coronariche ha iniziato a crescere negli ultimi anni o decenni, soprattutto tra i giovani. Inoltre - ribadisce la ricercatrice - dobbiamo insistere sul fatto che le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte in Europa. È quindi importante - conclude - sforzarsi per continuare a promuovere la prevenzione primaria: ridurre il fumo, migliorare la dieta e aumentare l´attività fisica»
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