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Inserita in Politica il 26/06/2015 da REDAZIONE REGIONALE

SICILIA. CROCETTA, DOPO IL VERTICE DI MAGGIORANZA COESIONE RAFFORZATA.

SICILIA.
Palermo, 26 giu. Si è concluso a Palermo il vertice convocato dal presidente
Crocetta con le forze politiche alleate. Hanno partecipato: per il PD Raciti e
Gucciardi, per lŽUdc Pistorio e Turano, per il Megafono Malafarina e Di
Giacinto, per il Pdr Picciolo e Cimino, per Sicilia democratica Lentini, per il
Psi Oddo.
LŽincontro si è svolto in un clima di sereno confronto, nel corso del quale
sono stati analizzi i principali problemi della Sicilia. La maggioranza ha
condiviso la preoccupazione del presidente, rispetto alla situazione sociale,
determinata dalla crisi generale, dagli effetti recessivi legati ai ridotti
trasferimenti e anche dagli sprechi del passato. I segni di ripresa
dellŽeconomia e le politiche di risanamento di bilancio avviate, presuppongono
però, nellŽattuale fase unŽaccelerazione dei processi riformatori finalizzati
allo sviluppo e lŽintensificazione delle politiche di coesione sociale e difesa
dei deboli. Una grande occasione di rilancio può essere determinata
dallŽutilizzo delle risorse europee, in particolare della programmazione
2014/2020, che potrebbe essere approvata da Bruxelles nei prossimi due mesi,
poichè la Sicilia ha presentato nei termini previsti e tra le prime regioni
italiane, le linee di programmazione. Sulla programmazione europea riteniamo
fondamentale il sostegno alle imprese, le politiche di credito, la ricerca e
lŽinnovazione tecnologica e le energie alternative, che potrebbero aumentare il
numero degli occupati in Sicilia. La nuova programmazione dovrà puntare su due
obiettivi importanti, favorire lo sviluppo su piani coordinati di crescita,
territoriali e regionali e le politiche di coesione sociale.
Su tali indicazioni il governo continuerà il confronto con le parti sociali,
con gli enti locali, con le forze imprenditoriali, le università, le forze
politiche, interrompendo i meccanismi del passato di finanziamenti a pioggia
senza alcuna strategia.
La nuova programmazione europea sarà incardinata dentro una cornice che ponga
al centro lo sviluppo e la crescita del Pil dellŽIsola. Urgenza particolare
assume la politica di protezione dei deboli e a favore dei disoccupati, sia con
specifici ddl sia attraverso lŽutilizzo di risorse nazionali ed europee.
Elemento centrale dellŽattuale fase politica sarà il rapporto col Parlamento ,
con i singoli parlamentari e i gruppi, che dovranno essere chiamati sempre più
a condividere scelte collegiali legislative e di governo.
La più alta priorità al momento va data alla riforma dei liberi consorzi e
delle città metropolitane per salvaguardare i dipendenti, continuare la
politica di decentramento amministrativo e valorizzare lŽautonomia degli enti
locali. Il governo e la coalizione ritengono fondamentale la ripresa del
dialogo con i lavoratori dipendenti della Regione che non possono pagare il
prezzo dellŽassenza di risorse e delle politiche di rigore che vanno
concentrate sulla lotta agli sprechi, mantenendo lo stato sociale. In tale
contesto la riorganizzazione delle società partecipate dovrà portare a un
reinserimento dei lavoratori dentro organismi, enti produttivi che ne
valorizzino le professionalità. Intensa azione di confronto, anche nazionale,
sul tema dei lavoratori precari, che non possono più dipendere da leggi annuali
di salvataggio, ma nei confronti dei quali va stabilito un percorso certo che
tenga conto delle difficoltà economiche e finanziarie degli enti locali.
Il governo concorderà con i gruppi di maggioranza e opposizione, le priorità e
il cronoprogramma delle riforme già approvate dalla giunta e inviate allŽArs,
tra le quali assume importanza estrema lo “sblocca Sicilia”, che è uno
strumento fondamentale per la vita delle aziende. La Sicilia se vuole veramente
svilupparsi deve dare maggiore ruolo allŽiniziativa privata che non può essere
bloccata dalle pastoie burocratiche. I privati vanno coinvolti sempre più anche
in iniziative di project financing che possono contribuire ad attrarre risorse
esterne a quelle della Sicilia.
La Regione possiede risorse ineguagliabili in termini di capitale umano,
artistico, culturale, naturalistico, di imprenditoria attiva in tutti i settori
dellŽeconomia, di agricoltura. Il brand siciliano, che manifesta grandi
capacità di internazionalizzazione, va sostenuto fortemente in considerazione
dei segnali positivi che vengono fuori dallŽexport agricolo e manifatturiero e
dellŽincremento di presenze turistiche. La rete infrastrutturale va potenziata
tenendo presente che, il gap storico, secolare, necessita di ingenti risorse
che la Regione non possiede. Su tali temi il governo intende avviare un
confronto puntuale con Roma e Bruxelles, al fine di definire un piano
dettagliato, pluriennale, di risorse finanziarie e interventi e tempi definiti.
La legge sullŽacqua pubblica non può subire ulteriori rinvii e ritardi.
NellŽambito di una linea che eviti gli sprechi finanziari del passato, va
stabilito che lŽacqua è un diritto naturale dellŽuomo e lŽaccesso al servizio
idrico va garantito anche ai soggetti deboli con sistemi di tariffe modulate
sulle capacità economiche degli utenti. La riforma del welfare, oltre a
prevedere il riordino del settore, deve prevedere misure di garanzia e sostegno
al reddito per i poveri. La formazione professionale, che è stata interessata
in questi anni da un severo taglio di sprechi, deve essere in grado di
garantire la qualitá dellŽofferta per gli alunni e anche certezza di lavoro ai
dipendenti, che non possono essere lasciati a loro stessi.
Il lavoro che è stato svolto nei due anni e mezzo di attività di governo già
trascorsi, hanno consentito alla Sicilia di evitare un default certo e
annunciato. Oggi inizia una nuova fase, che deve consolidare le basi dello
sviluppo attraverso decisioni che non possono essere più rinviate e che
richiedono maggiore coesione tra le forze di governo e un confronto costruttivo
con le forze di opposizione. Siamo tutti chiamati a maggiori responsabilità,
per dare ai siciliani un futuro diverso. La Sicilia non può rinunciare alla sua
autonomia. LŽautonomia alla quale noi pensiamo va esercitata attraverso la
legalità, la lotta agli sprechi, lo sviluppo, le politiche di solidarietà, in
un rapporto leale con lo Stato che riconfermi la natura pattizia dello Statuto
siciliano, grande intuizione dei fondatori della Repubblica e dellŽAutonomia
siciliana.

 

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