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Lo Giudice rompe con l’Udc
29/07/2010
“Al vertice del partito c’è una oligarchia che pensa a perpetuare se stessa”. Il deputato regionale si è iscritto al Gruppo Misto dell’ARS.
Lo strappo era nell’aria ed è arrivato. Pio Lo Giudice ha deciso di lasciare il gruppo dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana e di autosospendersi dal partito. “Ho sperato - ha scritto - che il mio dissenso rispetto a quanto accade nell’Udc, a Trapani come a Palermo, suscitasse un ripensamento delle logiche con cui si determinano le scelte nel partito, ma ho riscontrato solo insofferenza se non ostilità. A tratti anche gesti incomprensibili quanto mortificanti, come quando, essendomi fatto promotore di un convegno nazionale sulle politiche familiari, mi fu rinfacciato di avere invitato Bruno Tabacci, reo di non essere più un iscritto al partito”. Lo Giudice utilizza Montanelli: “Si chiedono atti di fedeltà ed io la penso come Montanelli. La fedeltà è una virtù dei cani”. Ed ancora: “Ho chiesto regole e mi hanno risposto deferendomi ai probiviri e minacciando di espellermi”. Il riferimento è alla sua difesa dell’ex Udc Riccardo Savona, allontanato dal partito perchè accusato di avere sostenuto la manovra del governo Lombardo. Ed ora? Lo Giudice verso Alleanza per l’Italia?

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Indice notizie del 29-07-2010