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Pellerito non si dimette, Daidone sì
28/07/2010
Il consigliere di Alleanza per la Sicilia si difende dalla richiesta di dimissioni. Il capogruppo del PD si dimette dalla carica ed è polemica
Finale a sorpresa al consiglio provinciale. Il centrosinistra chiedeva le dimissioni di Pietro Pellerito dalla presidenza della commissione Lavori Pubblici, ma a dimettersi è stato Salvatore Daidone, che ha lasciato la carica di capogruppo, annunciandolo in aula. Pellerito si è difeso ribattendo colpo su colpo. L’op-posizione ha richiamato, a più riprese, la condizione d’indagato, con il suo coinvolgimento in una inchiesta antimafia. “Vi comunico - ha detto Pellerito - che la mia condizione giudiziaria va verso un chiarimento importante. Ho due procedimenti e sono sicuro di uscirne a testa alta”. Da qui l’attacco frontale a chi chiedeva le sue dimissioni da presidente della commissione Lavori Pubblici: “A quale opportunità vi appellate? Perchè non avete detto nulla quando il presidente era Duilio Pecorella che avete tirato in ballo con la Questione Mo-rale? Non posso presiedere una com missione ma partecipare a pieno titolo ad una riunione con i maggiori rappresentanti del PD per parlare della sanità alcamese. Mi riferisco a Papania, Gucciardi, Scala e Ferrara. Perchè non avete chiesto le mie dimissioni e neanche quelle degli altri quando nell’inchiesta è stato chiamato in causa il padre del presidente della Provincia? Sono stato eletto presidente della commissione con l’a-stensione del vicepresidente del PD Salvatore Campa-nella”. Ed è qui che il capogruppo dei democratici Daidone - che era intervenuto prima di Pellerito - ha scelto di passare al contrattacco: “Non mi faccio mettere sotto accusa da Pellerito. Ha chiesto a Campanella di dimettersi. Per me la Questione Morale vale per tutti. Non ci sono differenze. Non posso accettare insinuazioni sul mio partito, nè mortificare la carica che ricopro. Mi auguro che si possa avviare un’ampia verifica ”. Il gruppo consiliare del Pd ha respinto le dimissioni.


Le dichiarazioni in consiglio sulla Questione Morale
Peppe Ortisi (Rif.Comunista): “Nessuna lezione di moralità politica. Abbiamo posto problemi politici che non sono stati affrontati con la necessaria attenzione. Avere eletto Pietro Pellerito al vertice della commissione consiliare Lavori Pubblici è stato un errore. Mi auguro che il collega possa tornare sui suoi passi. Nessuno vuole fare un processo in consiglio ma la sua condizione d’indagato avrebbe richiesto maggiore sobrietà”. Ignazio Passalacqua (Gruppo Misto): “Quando poniamo la Questione Morale non intendiamo colpire nessuno. Lo facciamo per rispetto nelle istituzioni e senza guardare al colore politico. Il garantismo fa parte del nostro modo di vedere le cose ma non può essere confuso con il tentativo di non rispondere ai dubbi che stanno a capo delle iniziative del centrodestra”. Edoardo Alagna (PD): “I processi si fanno in tribunale. Noi chiediamo una risposta politica. Ecco perché abbiamo chiesto all’assessore Regina di presentarsi in aula per chiarire i suoi rapporti con l’imprenditore Giuseppe Grigoli che la stampa indica come il cassiere del superlatitante Matteo Messina Denaro. Non intendiamo giudicare, ma capire attraverso gli strumenti della politica”.

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Indice notizie del 28-07-2010