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La burocrazia rischia di frenare lo sviluppo
27/07/2010 |
| La realizzazione di un opificio apre un contenzioso con il Comune di Valderice, che non risponde. |
Contrada Rizzuto nel Comune di Valderice. Lì c’è una cava che appartiene all’imprenditore Rocco Oddo. Nel 2001 viene autorizzato dalla Regione ad estrarre pietra calcarea. Nel 2009, l’impresa, presenta un progetto. Vuole realizzare un opificio per lavorare il prodotto sul posto. Per fare cosa? Marmette, gradini, fasce ed ornamenti cimiteriali. Oddo punta ad abbattere i costi. Vuole essere competitivo e ritiene di cominciare con il trasporto. Se ha un opificio a disposizione può lavorare senza spostare la pietra. L’imprenditore si affida ad un professionista esterno e presenta la documentazione per ottenere l’autorizzazione. Ma qui si ferma il progetto. Le carte finiscono in commissione edilizia che lo scorso 2 febbraio dà il suo parere negativo. L’ufficio tecnico segue a ruota ed il 15 marzo conferma il no all’opificio. L’azienda non ci sta, presenta le sue controdeduzioni. Vuole, soprattutto, capire le motivazioni della bocciatura. Oddo chiede spiegazioni. Fa di più. I suoi uffici si rivolgono allo Sportello per le Attività Produttive del Comune. Il SUAP legge la documentazione e finisce per essere d’accordo con l’impresa. Dal parere della commissione edilizia comunale non vengono indicate, nelle specifico, ma rimangono nel vago le motivazioni che hanno chiuso la porta in faccia al progetto di Oddo. Il SUAP non si limita a riconoscere le ragioni dell’impresa ma invita l’amministrazione ad una nuova istruttoria, possibilmente celere. Nulla di eccezionale. Una procedura prevista dalla legge. Un nuovo esame per dare una risposta definitiva all’azienda che non ha mollato la presa ed intende realizzare l’opificio. Ma dal 12 maggio, l’imprenditore Oddo, non ha più notizie. L’ufficio tecnico, in particolare il servizio urbanistica, non ha avuto il tempo di rispondere. Le norme sulla trasparenza amministrativa rischiano di essere soltanto un optional. Ma il tempo è danaro e l’impresa Oddo ha accumulato un danno. Ha sicuramente perso una parte della sua fiducia nelle istituzioni perché, ancora una volta, c’è una burocrazia che decide di non decidere, di lasciare l’imprenditore in un silenzio sempre più pesante che non lascia scampo alle attività produttive. Oddo non si dà per vinto ed è pronto ad andare avanti fino a quando ci sarà un riscontro concreto ed oggettivo alla sua richiesta di chiarezza su un progetto che punta a consolidare la sua azienda in un settore ad alta concorrenza. |
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| Indice notizie del 27-07-2010 |