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Inserita in Politica il 09/06/2018 da Direttore

DISCORSO che il filosofo Salvatore MONGIARDO

DISCORSO
DISCORSO che il filosofo Salvatore MONGIARDO (promotore) pronuncerà al laghetto di Santa Maria del Bosco, nel comune calabrese di Serra San Bruno (VV), domenica 10 giugno 2018 alle ore 11,00 nellŽambito della seconda GIORNATA MONDIALE PER LA DISTRUZIONE DI TUTTE LE ARMI.

Discorso di Serra San Bruno 10 giugno 2018
Santa Maria del Bosco
______
Care Amiche e cari Amici,

1. Storia del luogo
Ci troviamo nella chiesa di Santa Maria del Bosco, consacrata nel 1094 alla presenza di San Bruno e del Gran Conte Ruggero dŽAltavilla il Normanno. LŽanno seguente, il 1095, Papa Urbano II, che aveva ottenuto lŽappoggio del Gran Conte, lanciava da Clermont Ferrand in Francia la Prima Crociata per la conquista di Gerusalemme, alla quale partecipò anche il Gran Conte.
San Bruno non volle saperne di guerre e rimase qui a pregare, convinto che la guerra non avrebbe risolto nulla. Nel 1099 Gerusalemme fu conquistata, ma essa è ancora oggi al centro di tensioni e scontri armati tra palestinesi e israeliani.
San Bruno, figlio di una cultura tedesca guerresca, aveva capito che lŽumanità ha bisogno di pace, e rimase in questo bosco della Lacina. Molti secoli prima, un altro straniero, Pitagora, si era stabilito al Capo Lacinio di Crotone per sfuggire al regime tirannico della sua patria, Samo. Pitagora aveva orrore delle armi al punto che stava lontano perfino dai cacciatori e dai macellai.

2. Non siamo soli
DallŽAmerica, Canada, Brasile, Francia, Germania, Argentina ci arrivano adesioni e auguri per questo nostro raduno. Da Milano, Roma, Torino, Napoli, Viterbo, Calenzano, Agnone, Reggio Calabria, Crotone e altri posti, tante persone si uniscono a noi col cuore partecipando alla distruzione delle armi.

3. Cambiare il mondo
Sembra che il mondo non cambi mai, e invece oggi vediamo qui radunati le Dame e i Cavalieri Crociati che depongono la spada come arma per diventare Cavalieri Guardiani della Pace. I Crociati si spogliano delle loro armi e spezzano la spada alla quale rinunciano per sempre.

4. Giornata storica
Noi siamo convinti che questo giorno passerà alla storia perché ora si manifesta il vero destino dellŽumanità: trascorrere una vita serena in amicizia e nel benessere.


Serra San Bruno - Italy - Laghetto
DallŽinizio della storia documentata, cifre incalcolabili di dracme greche, sesterzi romani, fiorini, zecchini, ducati e poi lire, franchi, marchi, sterline, euro, dollari, rubli, yen, yuan e numerose altre monete sono state e sono ancora spese per seminare morte e distruzione.
Questa giornata vuole porre fine a questa scandalosa manifestazione di cattiveria e allo spreco di tante risorse assorbite dalle armi.

5. LŽerrore degli economisti
Nessun economista, dai più famosi ai più recenti, ha preso in considerazione che lŽeconomia che noi pratichiamo, quella dei debiti, dei prestiti, dei mutui, della mancanza di soldi, della povertà, deriva dal dirottamento delle risorse verso le armi. Anche i governi dei paesi più poveri hanno sempre trovato i soldi per le armi. Gli economisti ronzano attorno a un sistema produttivo e finanziario che non può funzionare perché è condizionato dalle armi. La politica, la vera madre delle armi, finge di non capire questo problema perché le fa comodo produrre armi per mantenere il potere.

6. Inutilità del disarmo
Al tempo della creazione delle Nazioni Unite, nel 1945, cŽera una sola potenza nucleare, gli USA. Oggi sono almeno dieci gli stati che hanno armi nucleari, nonostante tutte le conferenze fatte per il disarmo. Gli arsenali militari di oggi sono strapieni di armi micidiali: bombe, missili, sottomarini e aerei da combattimento. Ce nŽè abbastanza da distruggere la terra più volte. Tutti i discorsi e le riunioni sul disarmo, il controllo e la riduzione degli armamenti non sono serviti a nulla. LŽunica cosa ragionevole da fare è distruggere le armi e non produrne più!

7. Le armi sono peggio della droga

La dipendenza dalla droga causa dolori e morte dappertutto, ma è poca cosa difronte alla dipendenza causata dalle armi. Questa dipendenza è ben evidente già nellŽIliade, nella quale Omero canta lo splendore delle armi di Achille e la bellezza delle battaglie sulle rive dello Scamandro. Il cieco Omero, che vedeva il bello nellŽorrore della guerra, è il simbolo dellŽumanità che non riesce più a distinguere il brutto dal bello, il bene dal male. Questo dimostra che le armi si sono annidate nella nostra testa, e da lì bisogna cacciarli. Ma come?

8. LŽutopia come bussola
LŽumanità ritiene che distruggere le armi sia un sogno, una vana utopia. Ma il sogno e lŽutopia sono la bussola che indica il destino dellŽumanità, che è quello di vivere in amicizia e nellŽabbondanza. Pensare che le armi non si possano distruggere vuol dire rinunciare al sogno e vivere come morti, perché il desiderio, la speranza è spenta dentro di noi.

9. La legge universale del desiderio
Il compito storico della Nuova Scuola Pitagorica è di liberare il desiderio, incatenato come Prometeo, e lasciarlo andare verso il bello e il bene. Noi vogliamo togliere la ruggine dai meccanismi del desiderio, eliminare le incrostazioni lasciate dal sangue versato nelle guerre e farlo ripartire verso ambiziosi traguardi. Un desiderio vero e forte supera qualunque ostacolo, rompe ogni barriera.

10. Il compito della Calabria
La Calabria non è una terra come le altre. Qui cŽè la fruttificazione tutto lŽanno, qui è nata lŽItalia, qui è venuto Pitagora che capì lŽEtica Italica, basata sui cinque principi di libertà, amicizia, comunità di vita e di beni, maggiore dignità della donna e vegetarismo. La terra degli Itali, che non ha mai fatto guerra a nessuno, è stata invasa, schiavizzata e depredata da diciotto eserciti stranieri negli ultimi venticinque secoli. Ma lŽItalia è sopravvissuta dentro di noi, nel cuore dei nostri emigrati, e lo testimonia questo Bue di Pane che gli Itali infornavano. Pitagora lo vide e lo elevò a simbolo della fine della violenza. Esso è sopravvissuto per millenni nel vicino paese di Spadola, da dove ora parte per raggiungere i nostri emigrati che saranno gli ambasciatori della nuova civiltà sissiziale.

11. Nord e Sud Italia
Le molte polemiche tra Nord e Sud e lŽincapacità di risolvere i problemi del Sud Italia si possono interpretare in due modi. O il Sud, e la Calabria in particolare, ha subito una decadenza inarrestabile per un destino avverso. Oppure, la Calabria è nata non per prendere, ma per dare, come fa la sua terra dando frutti tutto lŽanno. Ma dare cosa? La cosa più preziosa che abbiamo: il modello etico degli Itali formulato filosoficamente e matematicamente da Pitagora. Un modello che azzera la competizione e il profitto ed è valido per la persona come per la società. Un modello che taglia le gambe alla politica, la quale può bene operare solo dentro quel modello.

12. La Donna vestita di sole
Ci troviamo davanti alla statua della Madre di Dio, la Donna vestita di sole e coronata da dodici stelle, simbolo delle madri dei soldati uccisi in tutte le guerre. Terribile destino è stato quello di Maria: vedere inchiodare il figlio sulla croce e il centurione romano che gli trafigge il costato. Io sono convinto che il mondo non cambierà finché le donne non andranno ai governi, così come Angela Merkel ha sostituito i cancellieri tedeschi col chiodo sullŽelmo.

13. Il Cristo e lŽAnticristo
Cristo prese umana carne. LŽAnticristo, invece, ha un corpo fatto con lŽacciaio delle armi e lŽuranio delle bombe nucleari che disintegrano lŽumana carne. Anche lŽAnticristo ha le sue chiese: sono gli arsenali militari ben guardati e ben muniti.

14. A Roma, a Roma!
La condanna a morte di Cristo fu decretata ed eseguita dal potere di Roma che crollò nonostante tutti i suoi eserciti. Oggi, i problemi dellŽItalia e del mondo si risolveranno distruggendo le armi e dando ai popoli le enormi risorse che si libereranno. Così si risolverà anche il problema del lavoro. LŽuomo non è nato per lavorare, ma per espandere la propria coscienza e conoscenza. EŽ questo ciò che lŽanno prossimo noi promuoveremo a Roma, dove ci raduneremo forse in Piazza del Popolo o in un capannone di periferia. E da Roma grideremo ai governi del mondo: Basta guerre, basta armi!

15. Serra Capitale Mondiale
Noi non vogliamo gloria o successo o soldi. Noi vogliamo molto di più: vivere bene in un mondo pacificato e armonioso. Forti e consapevoli della nostra storia e del compito, per il bene dellŽintera umanità proclamiamo Serra San Bruno:

Capitale Mondiale della distruzione delle armi.

E invitiamo tutti i Sindaci ad apporre allŽentrata dei loro Comuni un cartello con la scritta: Questo Comune favorisce la distruzione delle armi.
Evoè!

Salvatore Mongiardo, 10 giugno 2018

 

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